Qualche giorno fa Nielsen Mobile ha rilasciato un’interessante ricerca sullo stato della diffusione e dell’uso del mobile web nel Mondo il cui titolo “Critical Mass, The Worldwide State of the Mobile Web” anticipa bene la sostanza del documento.

Infatti secondo Nielsen il 2008 è l’anno del raggiungimento della massa critica dei navigatori mobili che utilizzano quindi la rete 3G o HSDPA per connettersi al web e accedere ai principali siti di informazione o di servizio.

A dire la verità la ricerca si concentra più sul mercato americano dove vi sarebbero circa 40 milioni di clienti mobile Internet attivi ( che quindi usano il mobile web almeno una volta al mese ) su circa 254 milioni di utenti mobili.

I paesi che seguono sono la Gran Bretagna con il 12,9% rispetto il totale clienti mobili e l’Italia con l’11,9% di penetrazione rispetto il mercato mobile.

Fra i due continenti vi sono anche differenze rispetto i devices utilizzati, negli USA il telefono più utilizzato per i collegamenti al web è il Motorola RAZR, seguito dal fantomatico iPhone, mentre gli europei prediligono il Nokia N95 ma vedremo adesso che il melafonino è sbarcato anche qui cosa accadrà ( ad oggi sono abbastanza scettico sulla presa che il gioiello di Jobs potrà avere in Europa ma aspetto di essere smentito ).

Scorrendo le pagine della ricerca spesso si fa fatica a capire se i dati che si susseguono sono riferiti al solo mercato americano o a quello mondiale e soprattutto non si riesce a capire il quantitativo di Kb che questi utilizzatori consumano e come mai fra le tabelle non compaiono mai dei dati riferiti ai possessori degli USB Modem che stanno in effetti vivendo un momento di crescita esponenziale sia in termini di vendita che di utilizzo ( pur rimanendo chiaramente una nicchia rispetto il totale degli utenti di telefonica cellulare ).

Mi hanno fatto riflettere due dati in particolare :

  • il primo è quello riferito al numero di utenti che pur  pagando un servizio di connettività broadband mobile non lo utilizzano mai e forse non sanno neanche di averlo. Anche qui il dato è solo americano e si parla di 95 milioni di persone. Non mi è sembrato di vedere il dato corrispondente in Europa ma ho la sensazione che la percentuale in Italia salirebbe e forse di molto
  • il secondo è riferito alla definizione di utente attivo ( utente che fa utilizzo del servizio almeno una volta al mese ) e del tipo di utilizzo che questi fanno del mobile broadband. Infatti in riferimento a quest’ultimo aspetto si evidenzia che gli utilizzatori del servizio mobile broadband visitano le versioni mobili dei principali provider, alcuni siti di video e soprattutto la posta elettronica

Questi due aspetti mi lasciano pensare che in realtà non si può parlare di forti utilizzatori del mobile broadband ( utilizzare una connessione a 7,2 Mbps per vedere la pagina WAP di Yahoo non è esattamente sfruttare la potenza della banda larga ) e soprattutto non sono utenti che stazionano su queste pagine o utilizzano i servizi per molto tempo.

Mi trovo quindi d’accordo con l’analisi, un po cinica forse, che Dean Bubley fa sul suo blog e dove, pur accettando come dato di fatto la forte crescita del mobile broadband, contesta  una visione un po distorta dell’utilizzo che i possessori di handset fanno del mobile broadband e del mobile web in generale.

Onestamente sono della stessa opinione e ad oggi personalmente, pur credendo fortemente nella crescita dei servizi mobili a banda larga,  faccio ancora fatica a vedere il pubblico del mobile Internet come una forte opportunità per il mercato pubblicitario e da un certo punto di vista mi preoccupa un po’ la possibilità che i grandi player della pubblicità tentino di imprimere una visione distorta del significato di mobile broadband finalizzandolo alla semplice possibilità di colpire con messaggi promozionali più accattivanti il pubblico in movimento.

Mi piacerebbe invece se il mobile broadband venisse considerato un’importante opportunità per la diffusione di una connettività  ubiqua, composta da un ecosistema di trasmissioni wireless che consenta di garantire un accesso broadband il più diffuso possibile e sempre più a basso costo.

Nicola ( www.winext.eu )