Riprendo una segnalazione di Stefano Quintarelli riguardo una ricerca rilasciata dalla London School of Economics and Political Science su finanziamento della Comunità Europea che analizza l’utilizzo di Internet da parte dei bambini dall’età prescolare fino ai 17 anni.
Il dato che maggiormente mi ha impressionato è l’assenza di una intermediazione da parte dei genitori che, a dire del rapporto, non educano ad un uso consapevole della rete.
Ad esempio nello schemo di seguito emerge chiaramente come in Italia i genitori definiscano molto poco quelle che sono le regole di utilizzo di Internet mentre invece nei paesi nordici, ad esempio, la presenza dei genitori durante l’uso della rete risulta essere molto forte.
Sembra quasi che Internet in Italia stia ereditando l’abitudine dei genitori di utilizzare la TV quasi come una balia in grado di ipnotizzare i propri figli; se così fosse sarebbe molto grave.
Altro dato piuttosto sconfortante è il livello d’uso di Internet da parte dei bambini e dei genitori italiani. Dalla tabella che riporto sotto emerge come i bambini ne facciano un uso prevalentemente domestico e comunque molto basso, ma soprattutto non si può non notare che gli stessi genitori si limitano in genere ad un uso medio della rete.
Pare quindi che non solo la nostra scuola non sia minimante in grado di preparare le nostra future generazioni all’uso di Internet ma anche gli stessi genitori non abbiano coscienza dell’importanza di un uso consapevole di questo strumento per il futuro dei propri figli.
Bisogna specificare che i dati sono un po datati ma ho la sensazione che lo scenario non sia cambiato molto.
E’ possibile scaricare il report da qui.
E’ con vero piacere che pubblico la tesi di Giacomo Cesaro che ho avuto il piacere di aiutare nella sua stesura e di cui ho avuto l’onore di fare da correlatore durante la discussione.
Il titolo emblematico è : Tribù, tecnologie di relazione per social network su reti fisiche e il risultato è stata una pubblicazione molto interessante che tratta dell’applicazione di tecnologie di relazione agli ambienti fisici attraverso l’uso di tecnologie wireless a corto, medio e lungo raggio.
Ne consiglio caldamente la lettura.
Ancora complimenti a Giacomo per il lavoro di ricerca e per aver affrontato egregiamente un argomento non certo semplice per una discussione di tesi ma che gli ha fruttato un bel 110.
Il team di Google Mobile ha annunciato una nuova funzionalità di geo loacalizzazione basato sugli access point wi-fi.
Infatti all’attuale localizzazione basata sulle cellule mobili, si aggiunge, per i device wi-fi enabled, la possibilità di verificare la propria posizione utilizzando gli access point raggiungibili nei dintorni.
Secondo il team di Google questo sistema dovrebbe diventare ancora più accurato perchè la concentrazione di access point sul territorio è superiore a quella delle torri di telefonica cellulare.
Per adesso la funzionalità è disponbile solo per i nuovi BlackBerry Wi-Fi ma Google promette di rilasciare il plug in prossimamente anche per gli altri device incluso Android.
A prescindere dalla precisione più o meno superiore rispetto la telefonia cellulare, questo tipo di funzionalità apre la strada ad applicazioni di prossimità che la telefonia cellulare non consente così facilmente come ad esempio il geotagging e l’accesso a sistemi di content management system distribuiti sull’intera rete di router wireless.
Le reti wireless mesh pervasive sul territorio consentono lo sviluppo di piattaforme di comunicazione e relazione con il territorio stesso in modo anche relativamente semplice attraverso ad esempio l’uso di applicativi mah-up come FireEagle di Yahoo! e Google Open Social.
Ad esempio il nostro cellulare potrà capire la nostra posizione e visualizzare le informazioni geotag rilasciate da altri utenti classificandone il rating in base all’appartenenza dei singoli utenti ai nostri network di amicizia sui vari social network di cui facciamo parte.
Stay tuned on the wi-fi planet.
By : Geek And Poke
Grande fermento in questa giornata praticamente conclusiva dei Percorsi di Innovazione dello SMAU. In questi giorni di intensissimi incontri abbiamo avuto conferma, se ce ne fosse mai stato bisogno, del grande interesse verso le tecnologie wireless a banda larga e delle moltissime difficoltà che utilizzatori e fornitori incontrano quotidianamente.
Ma soprattutto è stata la conferma della necessità di avere sempre interlocutori con cui affrontare in modo aperto e trasparente tutte le difficoltà e le relative, quando ce ne sono, soluzioni.
Nonostante anche oggi sia stata una giornata positivamente piena, ho avuto il tempo di guardarmi un po intorno e ho potuto notare la presenza di società tanto giovani quanto interessanti nelle loro proposte sicuramente innovative e che spaziano in moltissimi ambiti ( compresi quelli che faccio fatica a capire
)
Ma in particolar modo mi ha colpito Aermatica, una giovane società che ha sviluppato uno piccolo velivolo senza pilota in grado di acquisire dati geografici e ambientali per trasmetterli a terra ad una centrale di controllo.
Secondo me insieme faremo delle cose interessanti insieme.
Penso sia stata in generale un’ottima iniziativa promossa dal buon Emil Ebirascid che ringrazio ancora una volta per questa e per tante altre iniziative e idee che lo pongono secondo me come una delle figure più impegnate nella promozione dell’innovazione in Italia.
Sotto Giampaolo Mancini a.k.a. Mancho alle prese con un gruppo “di discussione”
E per finire Mancho e Paola in tenuta Wi-Fighters.
Ringrazio tutti coloro, e sono stati tanti, che sono venuti allo stand e che, a volte anche aspettando un po, ci hanno dedicato il loro tempo.
Oggi primo giorno di SMAU già con molti e interessantissimi incontri. Il Business Partner Program sembra riscontrare molto successo fra gli operatori e i system integrator. Queste occasioni di incontro sono sempre molto preziose per incontrare e capire le reali esigenze di quanti ogni giorno operano sul territorio con cavi, cacciaviti e tanta tecnologia.
Questo in effetti è lo spirito del nostro Business Partner Program, creare una rete di professionisti in grado di ideare, progettare e realizzare soluzioni di networking mesh in grado di soddisfare le reali esigenze degli utilizzatori pubblici o privati.
Domani spero di avere un po di tempo per farmi un giro fra gli stand dei Percorsi dell’Innovazione perchè ho la sensazione che ci sia molto fermento fra gli stand.
Secondo i risultati di una ricerca commissionata dalla Wi-Fi Alliance all’istituto di ricerca Wakefield Research, gli studenti statunitensi inseriscono la connettività wi-fi come elemento discriminante per la scelta di un college.
Infatti dallo studio emerge che quasi il 90% degli studenti ritiene fondamentale avere a disposizione una connessione wi-fi gratuita all’interno del campus non solo per il tempo libero ma anche e specialmente per agevolare lo studio dando accesso all’enorme quantità di informazione sulla rete.
Sempre secondo la ricerca della Wi-Fi Alliance emergerebbe che la presenza di una rete wi-fi nel campus universitario contribuisca significativamente ad aumentare la produttività degli studenti, anche se in effetti la metà di questi ammette di utilizzare Facebook e MySpace durante le lezioni ( in Italia accade negli uffici anche senza connessioni wi-fi ).
Secondo la ABI Research entro il 2013 il 99% delle Università americane saranno dotate di Wi-Fi gratuito per gli studenti che addirittura affermano, quasi nel 50% dei casi, che rinuncerebbero alla birra piuttosto che alla connessione Wi-Fi.
In Italia il problema della scelta sfortunatamente spesso non si pone perchè le Università che possono vantare una copertura Wi-Fi del campus sono ancora piuttosto pochine e soprattutto non esiste un piano nazionale per lo sviluppo di questo tipo di tecnologia che ormai penso non possa più considerarsi un optional di lusso.
Infine gli studenti americani dicono che la presenza del wi-fi è una discriminante per la scelta del coffee-shop nel 52%, della libreria nel 42% e addirittura del ristorante nel 33%.
Mi viene in mente quando meno di 6 anni fa quando si proponeva il wi-fi negli alberghi ammonendo sul fatto che a breve sarebbe diventata una discriminante nessuno era disposto a credere a una tale eresia.
Essere connessi sarà sempre più un’esigenza stringente e come per luce, acqua e gas, sarà indispensabile fornire almeno la possibilità di scegliere se utilizzarla o meno.
Spesso in modo più o meno provocatorio consigliamo ai clienti che abbiano forti esigenze di sicurezza sulle reti di utilizzare il cavo e lasciar perdere il WI-Fi.
Lo facciamo un po’ per sdrammatizzare e un po’, soprattutto, perchè non crediamo in chi afferma che il wireless può essere sicuro come un cavo grazie alle tecnologie “hard” di criptaggio come il WPA e il WPA2.
Quello che abbiamo sempre consigliato a chi pur avendo esigenze di sicurezza stringenti non vuole rinunciare alla mobilità nella propria azienda o altro luogo di lavoro, è di dotare la rete wireless di una VPN così da avere un ambiente con standard di criptaggio sicuramente elevati.
D’avanti a queste affermazioni siamo stati sempre guardati un po’ di sbieco dai nostri interlocutori e da molti consulenti di sicurezza che hanno fatto del WPA e del WPA2 una bandiera all’insegna della garanzia e della sicurezza dei propri dati, spendendo termini come : “la sua rete sarà come una cassaforte…”.
Un paio di giorni fa, una società moscovita, la ElcomSoft, specializzata in sistemi per il decriptaggio delle password, ha rilasciato un applicativo in GPU che, attraverso l’utilizzo di una scheda di accellerazione video della NVidia, è in grado di decriptare piuttosto velocemente le reti protette con WPA e WPA2.
Nel lungo articolo apparso su ItWire, David Hobson, Managing Director della Global Secure Systems, una delle più importanti società specializzate nella sicurezza dei dati in UK, ha ammesso che in effetti questi protocolli di criptaggio considerati “hard” non sono in realtà molto sicuri e anche lui conferma che in caso di esigenza di sicurezza stringente è consigliabile l’uso di una VPN.
Sulle reti wireless, essendo appunto onde radio nell’etere, garantire la sicurezza è molto difficile e per la maggior parte dei casi ritengo che le problematiche di sicurezza vengano sollevate più per complicare la vita e alzare i costi che per reali esigenze.
Chiaramente non posso far altro che essere d’accordo con Hobson nel ribadire un’attenta analisi delle proprie reali esigenze e li’ dove veramente necessario, un’attenta valutazione delle relative soluzioni possibili.
Repubblica.it ha pubblicato una divertente Gallery di foto scattate a Internet Point in giro per il Mondo.
Ne riporto una piccola selezione anche se Repubblica non ha gentilmente messo a disposizione l’indirizzo Internet di foto fatte sicuramente da altri.
Saranno a norma?
Potete vedere il resto della galleria fotografica sulla gallery di Repubblica.it
In pochi anni il team di Wi-Next ha portato un progetto di ricerca nato al Politecnico di Torino a diventare una delle realtà di riferimento del Wi-Fi mesh in Italia e questo non solo per la tecnologia sviluppata o i dispositivi progettati e realizzati ma anche e forse soprattutto per il nostro impegno costante nella sensibilizzazione verso una cultura che veda una nuova politica sul divario digitale che noi per primi temiamo ormai si possa chiamare divario sociale.
Oggi, a distanza di 2 anni dalla fondazione, pensiamo sia arrivato il momento di mettere a disposizione dei System Integrator e Wisp italiani la nostra tecnologia frutto non solo di anni di ricerca e sviluppo ma anche di impegno concreto sul campo per verificare l’effettiva efficacia e usabilità delle nostre soluzioni.
Nasce così il Wi-Next Business Partner Program con cui intendiamo dare vita ad una rete di professionisti delle tecnologie Wi-Fi mesh in grado non solo di progettare e realizzare reti Wi-Fi per coperture geografiche, aziendali o domestiche, ma anche e soprattutto di fare informazione e formazione per una migliore comprensione delle potenzialità delle tecnologie mesh e soprattutto per portare sul mercato un approccio concreto e trasparente verso la costruzione di reti che siano disegnate e realizzate tenendo conto delle reali esigenze degli utilizzatori pubblici e privati.
I partner del Wi-Next Business Program rappresenteranno quindi una rete di professionisti molto capillare sul territorio e in grado di sviluppare relazioni Win-Win non solo con noi ma anche con le altre Società del programma attraverso la costruzione di nuove soluzioni tecnologiche uniche sul mercato e di sicura efficacia per i propri clienti.
Per saperne di più è possibile consultare la presentazione seguente oppure visitare le pagine del nostro sito dedicate ai Partner.
Dal 15 al 18 ottobre saremo anche allo SMAU presso il Padiglione 1 Stand P10 ( Percorsi di Innovazione ) per incontrare tutti coloro che vorranno con noi approfondire l’opportunità di far parte del nostro network.
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