Archivio per Gennaio, 2009

Comunicato Stampa

Con le nuove CPE Connect e gli apparati indoor Naawigo, la società torinese rende ancora più completa l’offerta dei prodotti per la creazione semplice ed economica edi reti wireless geografiche mesh estese, domestiche e aziendali.

Wi-Next, la società torinese impegnata nello sviluppo di soluzioni wi-fi mesh semplici e sicure contro l’esclusione dall’accesso a Internet, completa l’offerta di prodotti per la connettività presentando una nuova linea di apparati CPE e un apparato mesh per la creazione di reti indoor per uso residenziale  o aziendale.

N.A.A.W. Connect : la soluzione CPE mesh per consentire la connessione del proprio ambiente domestico o di lavoro ad una rete wireless geografica.
Grazie alle ridotte dimensioni e alla semplicità di installazione, il nuovo Connect si pone come una soluzione economica ed efficace per connettere le abitazioni o gli ambienti di lavoro sia a 2.4 che 5 Ghz.

N.A.A.W. Connect Long Range : grazie alla potenza della radio a 400 mW ( 26 dbm ) e all’antenna integrata a 16 dbi, è la soluzione ideale per la creazione di collegamenti punto/punto a lunga distanza.

Naawigo : la soluzione mesh indoor di Wi-Next per la copertura di ambienti domestici o aziendali sia sulla frequenza 2,4 Ghz che 5 Ghz.

Queste due nuove linee di prodotti completano la nostra offerta per la creazione di reti wireless a banda larga semplici da installare e gestire e soprattutto economiche. Grazie alla nostra gamma di prodotti - afferma Nicola De Carne, amministratore di Wi-Next – oggi i nostri partner sono in grado di proporre soluzioni di connettività mesh complete, dalla grande rete geografica alla soluzione WLAN per uso indoor.

Gli altri apparati mesh N.A.A.W. sono :

N.A.A.W. Enterprise : I dispositivi wi-fi mesh di nuova generazione per la creazione di reti wireless estese

N.A.A.W. Xtend : La soluzione più flessibile ed economica per estendere una rete wireless geografica

I laboratori di Wi-Next continuano lo sviluppo delle soluzioni N.A.A.W. con l’obiettivo di rendere sempre più semplice, affidabile e accessibile a tutti la creazione di reti  wireless mesh democratiche e in grado di svilupparsi “dal basso” al crescere delle esigenze reali del territorio.

In questo senso la tecnologia N.A.A.W.  è la soluzione migliore in diversi scenari applicativi: reti domestiche e uffici, reti geografiche estese, reti metropolitane, porti turistici, video sorveglianza, reti “on the fly”.

L’offerta di dispositivi N.A.A.W. è corredata da due applicazioni di controllo web based fondamentali per una corretta gestione delle reti e degli utenti :

Herdboy : per il monitoraggio e la gestione delle reti wireless
Doorman : per la gestione e il controllo degli utenti e degli accessi

CHI E’ WI-NEXT
Wi-Next, nata dal lavoro di un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, è una Società italiana in rapida espansione specializzata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti Wi-Fi mesh per la creazione di reti wireless istantanee, automatiche, affidabili e soprattutto economiche.
Sviluppiamo prodotti e servizi di semplice implementazione, facili da usare, economici che consentano la creazione di reti broadband wireless e, soprattutto, in grado di garantire la massima estensione delle coperture e delle funzionalità grazie all’applicazione di un’avanzata soluzione mesh e l’utilizzo di piattaforme open.

Wi-Next è all’interno dell’Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino e ha vinto l’ultima edizione del premio Start2Business di Bologna, iniziativa finalizzata alla  valorizzazione di start-up con forte  base tecnologica e a elevato contenuto di conoscenza.

Il Wi-Fi libero e inteligente


L’accesso libero alle reti Wi-Fi pubbliche può rappresentare una risorsa sociale molto importante per la popolazione cittadina e in particolar modo per quelle fasce di popolazione a minor reddito o che si trovano in una situazione economica sfavorevole ad esempio per la perdita del proprio lavoro.

Il free Wi-Fi è anche in grado di valorizzare quei luoghi pubblici come ad esempio le biblioteche che possono cosi trasformarsi in luoghi di lavoro per quanti possono trovare nella rete una fonte di reddito o semplicemente usarla per trovare lavoro ma non possono permettersi di pagare il canone di un abbonamento domestico.

Allo stesso modo può valorizzare zone cittadine di minor passaggio o degradate grazie alla possibilità di offrire connessione gratuita nei ristoranti, in prossimità delle università, dando così vita ad un afflusso di pubblico che con il suo passaggio e stazionamento contribuisce a rendere più sicure e piacevoli quelle zone.

In un articolo apparso su Muniwireless vengono raccontate le esperienze positive di alcune cittadine americane che hanno optato per la creazione di reti wi-fi pubbliche mirate a zone e luoghi con precise caratteristiche sociodemografiche ottenendo risultati decisamente positivi con un investimento di gran lunga inferiore a quello che sarebbe stato speso per la creazione di una rete Wi-Fi cittadina non pianificata.

Personalmente sono molto d’accordo con questo tipo di approccio che vede il cittadino e il territorio al centro di un progetto che deve tenere conto delle necessità di quest’ultimi e non, come spesso accade, delle esigenze di budget di chi sviluppa le reti.

Le reti cittadine vanno sviluppate secondo logiche mirate al soddisfacimento di specifiche richieste sul territorio derivanti da ragioni socio demografiche o produttive e poi devono espandersi in base alla effettiva crescita della richiesta. Questo consente investimenti ridotti, anche se continuati nel tempo, e una crescita della rete organica rispetto il territorio e le sue esigenze.

Chi progetta le reti wi-fi pubbliche deve sempre essere guidato da un dovere morale che è quello di accompagnare i responsabili del governo locale verso la pianificazione di una rete che sia di vera utilità per i propri cittadini e per il tessuto produttivo e che non si debba dissolvere in uno sterile lancio stampa fine più alla visibilità di chi ha creato o finanziato la rete piuttosto che agli interessi della comunità.

Interessante anche un post a commento pubblicato su WNN in cui emerge il valore sociale che una rete wi-fi pubblica può giocare anche solo in una biblioteca.

La Net Neutrality nel 2009


Sidecut Reports ha rilasciato gratuitamente un  Executive Summary interessante sui possibili sviluppi delle battaglie sulla Net Neutrality in corso negli Stati Uniti fra le telecom e i service provider.

Partendo dall’interminabile battaglia legale fra la Comcast e Bit Torrent la prima convinta del suo diritto a limitare l’uso del P2P sulle proprie reti, la seconda assolutamente intenzionata a far valere i diritti di quanti vogliono usare liberamente i software di scambio, il report si sviluppa attraverso pochi ma interessanti capitoli facendo emergere a mio parere un fattore importante e cioè la necessità di trovare un compromesso fra il diritto di accesso e utilizzo della rete in modo neutrale e l’altrettanto diritto delle telecom di poter gestire le proprie reti per tutelare gli investimenti.

In particolar modo questo è vero per le telecom locali e i Wisp di piccole o medie dimensioni che spesso, purtroppo, per far quadrare i conti devono obbligatoriamente limitare l’uso di applicazioni P2P o Voip che inevitabilmente assorbono risorse importanti.

Potete scaricare il report gratuitamente dal sito della Sidecut o se non avete voglia di lasciargli i vostri dati cliccate qui e scaricatela direttamente :)

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  • Wireless dentro!


    Sembra proprio che gli apparati Wi-Fi embedded siano stati i protagonisti dell’ultima edizione del CES di Las Vegas.

    In effetti quando Negroponte affermava che il wireless nei portatili poteva considerarsi un incidente di percorso e che in realtà la verà innovazione sarebbe stata data dalla diffusione del wifi in ogni apparato come telecamere, fotocamere, lettori MP3, elettrodomestici, ecc. non aveva proprio tutti i torti.

    Fra i vari gioiellini presentati al CES spicca l’ultima telecamera della SONY, la DSC-G3 dotata di antenna wi-fi embedded e browser per il collegamento semplice e veloce ad hot spot.

    Interessante l’articolo di Sue Marek, analista di FierceWireless, in cui emerge che la diffusione di questi apparati chiamerà ad una doppia sfida sia gli hardware vendor che gli operatori. I primi dovranno investire molto per rendere l’accessibilità alle reti wireless il più semplice ed automatiche possibili, i secondi dovranno trovare un modello di business in grado di coniugare la necessità di connettività nomadica caratterizzata presumibilmente da connessioni brevi e diluite nel tempo con il proprio ARPU.

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