Archivio per la categoria ‘Digital Divide

A Stoccolma arrivano le LTE


Telia Sonera è la prima compagnia in Europa a coprire una città vasta come Stoccolma con le tecnologie wireless in LTE.

Si tratta di un risultato importante che però presenta alcune problematiche di usabilità di non poco conto come ad esempio l’impossibilità di connettersi con i normali device, smartphone e laptop funzionanti in Wi-Fi.

Per questo motivo riteniamo interessanti le considerazioni fatte dal CEO di Softbank Japan riguardo l’uso complementare del wi-fi nelle reti LTE.

Il Wi-Fi libero e inteligente


L’accesso libero alle reti Wi-Fi pubbliche può rappresentare una risorsa sociale molto importante per la popolazione cittadina e in particolar modo per quelle fasce di popolazione a minor reddito o che si trovano in una situazione economica sfavorevole ad esempio per la perdita del proprio lavoro.

Il free Wi-Fi è anche in grado di valorizzare quei luoghi pubblici come ad esempio le biblioteche che possono cosi trasformarsi in luoghi di lavoro per quanti possono trovare nella rete una fonte di reddito o semplicemente usarla per trovare lavoro ma non possono permettersi di pagare il canone di un abbonamento domestico.

Allo stesso modo può valorizzare zone cittadine di minor passaggio o degradate grazie alla possibilità di offrire connessione gratuita nei ristoranti, in prossimità delle università, dando così vita ad un afflusso di pubblico che con il suo passaggio e stazionamento contribuisce a rendere più sicure e piacevoli quelle zone.

In un articolo apparso su Muniwireless vengono raccontate le esperienze positive di alcune cittadine americane che hanno optato per la creazione di reti wi-fi pubbliche mirate a zone e luoghi con precise caratteristiche sociodemografiche ottenendo risultati decisamente positivi con un investimento di gran lunga inferiore a quello che sarebbe stato speso per la creazione di una rete Wi-Fi cittadina non pianificata.

Personalmente sono molto d’accordo con questo tipo di approccio che vede il cittadino e il territorio al centro di un progetto che deve tenere conto delle necessità di quest’ultimi e non, come spesso accade, delle esigenze di budget di chi sviluppa le reti.

Le reti cittadine vanno sviluppate secondo logiche mirate al soddisfacimento di specifiche richieste sul territorio derivanti da ragioni socio demografiche o produttive e poi devono espandersi in base alla effettiva crescita della richiesta. Questo consente investimenti ridotti, anche se continuati nel tempo, e una crescita della rete organica rispetto il territorio e le sue esigenze.

Chi progetta le reti wi-fi pubbliche deve sempre essere guidato da un dovere morale che è quello di accompagnare i responsabili del governo locale verso la pianificazione di una rete che sia di vera utilità per i propri cittadini e per il tessuto produttivo e che non si debba dissolvere in uno sterile lancio stampa fine più alla visibilità di chi ha creato o finanziato la rete piuttosto che agli interessi della comunità.

Interessante anche un post a commento pubblicato su WNN in cui emerge il valore sociale che una rete wi-fi pubblica può giocare anche solo in una biblioteca.

Google e la Net Neutrality


Sta facendo molto discutere, anche in Italia, l’articolo pubblicato dal Wall Street Journal in cui viene fortemente criticata la decisione del motore di ricerca di voler inserire i propri server all’interno di alcuni provider in modo da rendere più facilmente disponibili i propri servizi.

Molti ne hanno scritto e quindi non mi soffermerò ulteriormente ma mi limito a segnalare il post di Luca De Biase che mi sembra fra i più lucidi nell’approccio all’argomento e su cui potete trovare i link ad alcune risorse e commenti di altri blogger italiani oltre all’intervento di Lessig.

Ho solo una nota da aggiungere e cioè che la Net Neutrality a mio parere si deve garantire anche attraverso la disponibilità di tecnologie di trasmissione a bassissimo costo e quindi liberalizzate da ogni licenza governativa e rese disponibili ad esempio attraverso la riallocazione di frequenze che presto verranno dismesse da altri servizi.

In Italia inoltre la net neutrality è fortemente limitata da un assetto regolamentare di accesso alla rete unico al mondo o quasi.

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  • Internet Broadband is like an utility


    Ho trovato un interessante articolo su NPR online in cui, come memo per il neo presidente eletto Obama, si denuncia la falimentare politica, non certo l’unica, della Presidenza Bush rispetto lo sviluppo dell’accesso a banda larga negli USA.

    L’articolo è corredato da una tabella riepilogativa, pubblicata dalla OECD ( Organisation for Economic Co-operation and Development ), del numero di utenti broadband diviso per paese e, al contrario forse di quanto i più possano pensare, gli USA si posizionano solo al 15° posto, comunque al di sopra di un’Italia al 22° posto ma la cui posizione certo non stupisce.

    La Prof.ssa  Susan Crawford, della University Law of Michigan, una degli advisor chiamati dal neo Presidente eletto per disegnare le nuove linee di sviluppo del broadband con la FCC, esprime un pensiero che a mio parere sintetizza perfettamente l’importanza di una diffusione democratica e capillare della connettività a banda larga ( in qualsiasi forma sia ) :

    “This really is a utility, this is like water, electricity, sewage systems — something that all Americans need in order to succeed in the modern era.”

    L’articolo poi alterna pareri favorevoli all’attuale politica sullo sviluppo del broadband ( quasi tutti espressi da componenti dell’attuale Governo o da rappresentanti di Incumbent ) e durissime critiche alla gestione Bush e soprattutto alle politiche che questa amministrazione ha attuato con la FCC.

    Ma l’amministrazione Bush  tenta ancora una spallata a pochi giorni dall’uscita di scena, ottenendo dalla FCC un rinvio della votazione finale per il progetto  Free Wireless Internet che certo piacere nono fa alle grandi Compagnie di telecomunicazione :

    FCC Chairman Kevin Martin canceled the commission’s Dec. 18 meeting where the FCC was set to vote on a free wireless Internet plan using AWS-3 spectrum, after receiving a letter from key lawmakers urging him to delay the vote. Continua su FierceWireless

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  • David Orban si esprime sul Decreto Pisanu


    Continua il nostro impegno di sensibilizzazione con l’avvicinarsi della scadenza parlamentare per il rinnovo del Decreto Pisanu.

    In un suo recente intervento presso la Camera dei Deputati David Orban illustra con sintetica lucidità i danni che questa Legge ha creato allo sviluppo della cultura digitale in Italia contribuendo in modo sensibile a seppellire il bel paese negli ultimi posti a livello mondiale per l’uso della rete.

    Nei tre minuti di intervento inoltre David porta all’attenzione del pubblico, fra cui mi sembra di capire non ci fosse neanche un politico, il rapporto fra i politici, appunto, Internet e la tecnologia in generale,  invitando chi non ha un uso consapevole delle tecnologie e di Internet a non decidere e soprattutto non legiferare sull’argomento senza una corretta valutazione degli impatti socio-economici sul paese.

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  • Il passo del gambero


    Sfortunatamente sembra proprio che si stiano facendo importanti passi indietro rispetto l’uso di Internet in Italia e certo le dichiarazione del nostro Ministro dell’Interno non aiuteranno a incentivare l’uso della rete in un paese già fortemente penalizzato.

    Il Ministro Maroni dice che il Governo sta lavorando con i Provider per la realizzazione del numero di IP unico per ogni utente della rete……

    E’ inquietante non tanto il fatto che si arrivi a pensare una soluzione tale ma soprattutto che si pensi seriamente che sia fattibile.

    Incredibile come qui al BBF ExpoComm, una manifestazione che vorrebbe essere un punto di riferimento per lo sviluppo delle reti digitali,  la notizia sia passata completamente inosservata e, almeno fino a questo momento, non sia stata oggetto di discussione nei vari incontri.

    Forse mi sarei aspettato un lancio stampa che, oltre a celebrare i 3000 partecipanti ( che personalmente mi sono sfuggiti in questo quantitativo ), approfittando della presenza di nomi anche di rilievo delle telecomunicazioni a livello internazionale, avesse aperto una discussione sulle dichiarazioni che si susseguono negli ultimi giorni rispetto la volontà di regolamentare o addirittura imporre restrizioni a livello internazionale verso l’uso di Internet.

    Notizia su Il Mattino via ManteBlog

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  • Perchè NON prorogare il Decreto Pisanu?


    In questi giorni, anche grazie all’iniziativa di Nexa, si susseguono gli appelli di giornalisti, blogger e opinion leader perchè il Governo non proroghi il Decreto Pisanu o lo sottoponga a modifiche sostanziali in particolar modo all’art. 7.

    Riportiamo un interessantissimo articolo di Raffaele Mastrolonardo su VisionPost ( pubblicato originariamente su Chips&Salsa in Alias, supplemento del manifesto del 29/11/2008 ) dove, fra l’altro, è stata riportata una dichiarazione del nostro Giampaolo Mancini a.k.a. Mancho.

    http://www.visionpost.it/epolis/divieto-di-proroga.htm

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  • Nexa si esprime sul Decreto Pisanu


    Nexa, l’autorevole Centro su Internet & Società del Politecnico di Torino, in un comunicato stampa ha chiesto alle autorità competenti una profonda riflessione sull’opportunità, con l’approssimarsi della scadenza del 31 dicembre 2008, di non rinnovare l’efficacia dell’art. 7 dell’ormai famoso Decreto Pisanu che impone una serie di obblighi procedurali e amministrativi pesso onerosi e sicuramente di difficile gestione soprattutto per i piccoli operatori.

    Non possiamo che plaudere a questa iniziativa promossa da un Centro che annovera studiosi e tecnici di altissimo livello come il Prof. Angelo Raffaele Meo, il Prof. Juan Carlos De Martin, il Prof. Rodotà e il Prof. Yochai Benkler  della Harvard University e unirci alla richiesta che, pur rischiando di rimanere inascoltata, dovrebbe essere abbracciata da tutti coloro che vedono in questa normativa un ostacolo oggettivo non solo alla libertà di connessione alla rete ma anche e soprattutto alla crescita di iniziative di importanza strategica per questo paese.

    Importante soprattutto l’invito lanciato da Nexa per la valutazione di quelli che sono gli impatti sociali ed economici delle decisioni che qualunque Governo potrà prendere in futuro in merito all’utilizzo di Internet prima che queste vengano promulgate.

    Infatti pochi considerano quelli che sono stati gli impatti tecnologici dell’art. 7 sopra citato e  il conseguente impatto economico e sociale causato dall’impossibilità spesso per i piccoli operatori di adeguare le proprie infrastrutture alla nuova normativa troppo stringente e che obbliga all’uso di sistemi anche molto  costosi e di difficile gestione.
    Questo di fatto si è tradotto in una barriera d’accesso per la piccola imprenditoria che, invece, potrebbe trovare in questo mercato in forte crescita ottime opportunità di business anche in nicchie verticali.
    Riteniamo quindi che l’articolo 7 ancora prima che determinare una sostanziale limitazione al libero utilizzo dei mezzi di comunicazione ( sancito dallo stesso codice delle comunicazioni DLGS 259/03 all’articolo 3 ) rappresenti una significativa barriera verso la creazione di un libero mercato concorrenziale, trasparente e soprattutto tecnologicamente neutrale ovvero che non discrimini tra particolari tecnologie imponendo l’uso di sistemi che necessitino di investimenti a cui sarebbero in grado di sopperire solo le grandi imprese.

    Inoltre l’efficacia dal punto di vista della sicurezza non è mai stata provata metre rimane l’anomalia di una norma che neanche i paesi sottoposti a sanguinosi attacchi terroristici come gli USA, la Gran Bretagna e la Spagna hanno voluto mettere in atto.

    Solo il governo indiano, ancor più dopo gli  efferati attacchi terrostici degli ultimi giorni, sta discutendo l’applicazioni di tali restrizioni che tuttavia, vista la vastita del territorio e la complicata situazione socio-demografica, risulterebbe di difficile applicazione.

    Non certo di minore importanza l’impatto che questa Legge ha avuto ad oggi sullo sviluppo di progetti di connettività pubblica specialmente nelle zone rurali fortemente penalizzate dalle scelte di investimento delle grandi telecom che di fatto hanno costretto vaste aree geografiche al totale o quasi divario digitale e che solo attraverso la creazione di provider locali possono sperare di risolvere.

    Auspichiamo che Nexa, supportata da enti pubblici e privati, si possa fare parte attiva di una serie di concrete iniziative che facciano emergere in modo obiettivo le discrepanze e forse l’inutilità parziale di tale normativa e che pongano soprattutto le basi per la creazione di un modello di valutazione socio-economico delle restrizioni che i Governi potranno decidere verso l’uso della rete.

    Altre fonti : il post di Stefano Quintarelli

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  • Il Manifesto di Wi-Next contro il Digital Divide


    Abbiamo pubblicato una pagina che riporta un nostro documento “manifesto” per una politica sul divario digitale.

    Si tratta di un documento redatto ormai nella sua prima versione oltre un anno fa con cui abbiamo voluto condividere la nostra visione sul futuro delle reti wireless partendo da quella che è stata la storia delle telecomunicazioni e delle reti in generale.

    Abbiamo pensato fosse importante condividerla in rete e farne un vero e proprio manifesto specialmente viste le recenti importantissime novità d’oltreoceano sulla liberalizzazione del White Spaces e la prossima discussione in Italia sul rinnovo del famoso decreto Pisanu.

    Il nostro testo vuole quindi essere un contributo per meglio comprendere l’importanza di una politica sul divario digitale basata sulla creazione di autostrade digitali condivise e tecnologie di rete opensource, nella speranza che possa anche sensibilizzare chi sarà chiamato a prendere delle decisioni che potranno cambiare lo sviluppo del wireless broadband nel bel paese.

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  • Broadband Wireless : Chepear, Faster, Better


    La settimana scorsa il ChairmMan della FCC e il Co-Fondatore di Google, Larry Page, commentando la decisione della FCC di liberalizzare l’uso delle frequenze inutilizzate dello spettro televisivo analogico per lo sviluppo di reti wireless a banda larga, hanno indicato una nuova e rivoluzionaria strada verso un Internet meno caro per tutti.

    Infatti l’utilizzo delle frequenze sui 700 Mhz consentiranno la costruzione di autostrade digitali a un costo decisamente più basso delle attuali e con performance nettamente superiori ad esempio dello stesso Wi-Fi che soffre, come si sa, la presenza di muri e ostacoli in generale.

    Internet molto più pervasivo e a un costo minore grazie proprio alla scelta di liberazzare l’uso dei White Spaces cosi come fu deciso per il Wi-Fi, aprendo di fatto un nuovo mercato a cui potranno partecipare non solo gli incumbent ma anche le piccole strutture che così saranno in grado di apportare quei caratteri innovativi che ormai le grandi corporation faticano ad apportare.

    Si prevedono le prime applicazioni in meno di due anni e vista la decisione di alcuni produttori di Chip, Intel in testa, si ipotizza che i primi embedded potranno essere disponibili entro 18 mesi con un costo del Chip stesso inferiore ai 5 Euro.

    Negli USA si prevede quindi una nuova era del Wireless Broadband e un nuova formidabile arma contro il digital divide.

    In Italia invece leggo un’intervista del Prof. Decina su Corriere delle Comunicazioni in cui l’esperto di delle reti annuncia di odorare ben 5 Miliardi di Euro dallo switch off delle frequenze televisive analogiche e che sarebbe già pronto a spezzettarle in 4 mega licenze per dar vita all’ennesima gara fra i soliti grandi operatori con tanti saluti alla liberalizzazione e ad un’altra opportunità di creare un mercato veramente libero e in grado di proporre delle concrete soluzioni capaci di soddisfare le reali esigenze di connettività della comunità.

    Permettetemi di dire che il tutto fa molta tristezza.

    Per approfondimento, l’articolo apparso su Scientific American

    Foto da Flickr

    • Antonio Cirone@Wi-NextBPD
    • Wi-Next Business Partner Day
    • Mancho in meeting@Wi-NextBPD
    • Indicazioni stradali
    • Wi-fighters all'opera
    • N.A.A.W. Enterprise in preparazione
    • N.A.A.W. nell'area test
    • Antenne_NAAW
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