Archivio per la categoria ‘Reti Cittadine

A Stoccolma arrivano le LTE


Telia Sonera è la prima compagnia in Europa a coprire una città vasta come Stoccolma con le tecnologie wireless in LTE.

Si tratta di un risultato importante che però presenta alcune problematiche di usabilità di non poco conto come ad esempio l’impossibilità di connettersi con i normali device, smartphone e laptop funzionanti in Wi-Fi.

Per questo motivo riteniamo interessanti le considerazioni fatte dal CEO di Softbank Japan riguardo l’uso complementare del wi-fi nelle reti LTE.

Wi-Next lancia Simple Hot Spot


La richiesta di connettività nei luoghi pubblici è sempre più diffusa anche in Italia e di fatto non è più considerabile un optional di lusso ma un vero e proprio servizio che alberghi anche medio piccoli, campeggi, stabilimenti balneari, devono annoverare per soddisfare la richiesta dei propri clienti.

Secondo l’ultimo rapporto iPass nel 2008 in Italia la connettività negli aeroporti è cresciuta del 28%, negli Hotel del 66% e addirittura del 79% in luoghi come le stazioni, porti turistici, stabilimenti balneari, ecc.

La normativa in vigore in Italia, di cui ci siamo occupati abbondantemente e che nostro malgrado è stata rinnovata, certo non aiuta lo sviluppo di questo mercato e soprattutto mette potenzialmente “fuori norma” molti punti hot spot sparsi sul nostro territorio.

In risposta a questa crescente esigenza Wi-Next ha lanciato il kit Simple Hot Spot, composto da un server con funzione di Captive Portal completamente personalizzabile nella grafica e nei contenuti e una serie di apparati Naawigo per la creazione di una rete indoor.

Il kit può essere corredato anche da apparati Connect a 2.4 Ghz per la creazione di hot spot outdoor.

Il sistema Captive, denominato Doorman Hot Spot, è in grado di gestire in modo semplice la tariffazione delle connessioni.

In pratica il gestore dell’hot spot, attraverso una semplice interfaccia web, potrà definire fino a 10 tariffazioni diverse in base al tempo e al costo abbinato. Successivamente attraverso dei semplici tasti a video potrà selezionare la tariffa prescelta dal cliente, ad esempio 1 ora a 2 Euro, e stampare una ricevuta, non fiscale, contente username e password generate automaticamente.

Il Captive Portal consentirà quindi l’autenticazione del cliente che potrà verificare il tempo a sua disposizione direttamente sul portale e interrompere la connettività in qualsiasi momento per riprenderla successivamente ripartendo dal minuto in cui aveva precedentemente fermato la navigazione.

Doorman Hot Spot è completamente conforme al Decreto Pisanu ed è disponibile anche singolarmente per l’installazione su reti hot spot già esistenti.

Per maggiori informazioni su Simple Hot Spot

Per maggiori informazioni sul sistema captive  Doorman Hot Spot

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  • Nella categoria: Reti Cittadine, Wi-Next
  • Il Wi-Fi libero e inteligente


    L’accesso libero alle reti Wi-Fi pubbliche può rappresentare una risorsa sociale molto importante per la popolazione cittadina e in particolar modo per quelle fasce di popolazione a minor reddito o che si trovano in una situazione economica sfavorevole ad esempio per la perdita del proprio lavoro.

    Il free Wi-Fi è anche in grado di valorizzare quei luoghi pubblici come ad esempio le biblioteche che possono cosi trasformarsi in luoghi di lavoro per quanti possono trovare nella rete una fonte di reddito o semplicemente usarla per trovare lavoro ma non possono permettersi di pagare il canone di un abbonamento domestico.

    Allo stesso modo può valorizzare zone cittadine di minor passaggio o degradate grazie alla possibilità di offrire connessione gratuita nei ristoranti, in prossimità delle università, dando così vita ad un afflusso di pubblico che con il suo passaggio e stazionamento contribuisce a rendere più sicure e piacevoli quelle zone.

    In un articolo apparso su Muniwireless vengono raccontate le esperienze positive di alcune cittadine americane che hanno optato per la creazione di reti wi-fi pubbliche mirate a zone e luoghi con precise caratteristiche sociodemografiche ottenendo risultati decisamente positivi con un investimento di gran lunga inferiore a quello che sarebbe stato speso per la creazione di una rete Wi-Fi cittadina non pianificata.

    Personalmente sono molto d’accordo con questo tipo di approccio che vede il cittadino e il territorio al centro di un progetto che deve tenere conto delle necessità di quest’ultimi e non, come spesso accade, delle esigenze di budget di chi sviluppa le reti.

    Le reti cittadine vanno sviluppate secondo logiche mirate al soddisfacimento di specifiche richieste sul territorio derivanti da ragioni socio demografiche o produttive e poi devono espandersi in base alla effettiva crescita della richiesta. Questo consente investimenti ridotti, anche se continuati nel tempo, e una crescita della rete organica rispetto il territorio e le sue esigenze.

    Chi progetta le reti wi-fi pubbliche deve sempre essere guidato da un dovere morale che è quello di accompagnare i responsabili del governo locale verso la pianificazione di una rete che sia di vera utilità per i propri cittadini e per il tessuto produttivo e che non si debba dissolvere in uno sterile lancio stampa fine più alla visibilità di chi ha creato o finanziato la rete piuttosto che agli interessi della comunità.

    Interessante anche un post a commento pubblicato su WNN in cui emerge il valore sociale che una rete wi-fi pubblica può giocare anche solo in una biblioteca.

    Come diventare un WISP


    Riceviamo molte richieste di delucidazioni sulle pratiche buracratiche da espletare per poter diventare WISP.

    Abbiamo così deciso di dare il nostro contributo per quanti intendano cimentarsi nel magico mondo della banda larga come fornitori di connettività, un po’ per business ma spesso per necessità di organizzarsi per poter avere una connessione decente.

    Questo post non vuole avere alcun valore di consulenza e quindi invitiamo chiaramente a rivolgersi a uno studio legale specializzato prima di procedere con le attività.

    Precisando che a valle delle varie autorizzazioni è necessario ottemperare ad una serie di obblighi regolamentari di non poco conto previsti dal codice delle comunicazioni elettroniche come ad esempio sistemi di sicurezza, trattamento dei dati, sistemi di autenticazione, ecc., riportiamo di seguito gli step base necessari.

    Prima di tutto consigliamo di leggere con molta attenzione il Codice delle Comunicazioni Elettroniche Dlgs 259/03.

    Premesso che per chiedere l’autorizzazione è necessario essere in possesso di regolare iscrizione alla camera di commercio e possessori di P.IVA, è necessario compilare l’Allegato A autorizzazione generale per l’offerta al pubblico dell’accesso radio LAN alla rete ed ai servizi di telecomunicazioni” ai sensi del decreto 28 maggio 2003 e relative modifiche apportate dal decreto del 4 ottobre 2005.

    All’autorizzazione generale sarà necessario allegare :

    1. Autorizzazione come ISP ( All.9 del codice delle comunicazioni elettroniche )
    2. Certificato d’ Iscrizione alla C.C.I.A.A. con nulla osta antimafia.
    3. Casellario Giudiziale del rappresentante legale o autocertificazione con relativa fotocopia di un documento di riconoscimento
    4. Richiesta della licenza della Questura

    Importante ricordarsi che per la fornitura di connettività Internet pubblica è necessario attenersi a quanto stabilito in materia di prevenzione antiterrorismo dal Dlgs 155/2005 meglio conosciuto come Decreto Pisanu.

    Su questo ultimo punto vi è una confusione notevole e una pletora di interpretazioni piu o meno personali e quasi tutte finalizzate a giustificare la non linearità dei sistemi con quanto decretato da questa legge che, per quanto inutile e dannosa, esiste e va rispettata nelle sue linee che in realtà sono piuttosto chiare.

    Abbiamo allegato al post, per maggiore comodità, i documenti necessari ma invitiamo ancora a consultare, per conferme ed aggiornamenti eventuali, uno studio legale.

    In ultimo consigliamo di valutare molto bene gli obblighi regolamentari, che spesso vengono molto sottovalutati, e riflettere bene sugli investimenti necessari per fonire un servizio di buon livello e un’assistenza post vendita allo stesso livello.

    Questi giorni sono stati caratterizzati da una serie di importanti eventi storici, l’elezione del primo Presidente USA di colore, l’incontro avvenuto fra il Papa e i rappresentanti delle comunità mussulmane e soprattutto l’uscita di scena di G.W. Bush, ma ai più è passato inosservata un’importante decisione destinata a cambiare profondamente il futuro delle trasmissioni broadband wireless.

    La FCC ha deciso di liberalizzare la porzione di spettro sui 700Mhx conosciuta come White Spaces, ovvero quella parte di spettro adibita a fare da “intercapedine” libera fra due frequenze in uso da altri dispositivi, in questo caso i microfoni wireless e le trasmissioni in analogico delle TV.

    La decisione è frutto di un’incessante attività di lobbing portata avanti da compagnie del calibro di Google, Microsoft, Intel e Dell, contrapposti ai grandi broadcaster e ai produttori di apparati microfonici wireless, iniziata subito dopo l’assegnazione della licenza sui 700Mhz assegnata a Verizon per la modica cifra di 4,2 Miliardi di Dollari.

    Con questa decisione la FCC ha aperto la strada ad una nuova era delle trasmissioni broadband senza fili, dando vita anche ad un nuovo mercato che potrebbe in termini di volumi e valore generato anche superare il successo del Wi-Fi e questo grazie alla possibilità di avere accesso gratuitamente e liberamente ad una porzione di frequenza in grado di sopperire proprio ai problemi “fisici” del wi-fi e con costi decisamente inferiori ( al netto delle avidità dei singoli produttori ).

    Il basso costo dei devices e il libero accesso sono stati i due ingredienti che hanno determinato il successo planetario del Wi-Fi, nonostante appunto i non pochi limiti di questa tecnologia, e si può presupporre che presto vedremo sul mercato statunitense i primi devices in grado di interagire con questa tecnologia, primi fra tutti presumibilmente gli smartphone Android, i laptop Dell, che ha annunciato il giorno stesso della decisione della FCC di avere già in cantiere i primi portatili “White Spaces”, e i router “White Spaces”. ( perché no prodotti da Wi-Next J )

    Non sarà una strada facile visti gli interessi in ballo, primo fra tutti Verizon che certo non sarà felice di questa decisione visto l’esborso appena fatto, ma si tratta di una vittoria importante per quelle popolazioni che vivono nelle aree digital divise e che con le tecnologie attuali si fatica a servire.

    La speranza adesso è, come accaduto con il Wi-Fi, anche il resto del pianeta decida di aprire a questa opportunità ma i tempi temo saranno comunque lunghi visti gli interessi gravitanti intorno a tecnologie proprietarie come il Wi-Max, appena affacciatosi sul mercato e le tecnologie broadband 3G che stanno guidando in questo periodo la crescita dei ricavi degli operatori mobili.

    Spero che questa volta l’Europa non si faccia cogliere impreparata e, cosciente del fatto che siamo d’avanti ad una strada senza ritorno, possa giocare un ruolo da protagonista nello sviluppo di questo nuovo mercato aperto.

    Per approfondimenti :
    Intervista a Sascha Meinrath sul blog di Wired
    Post su PCWorld

    In seguito alla pubblicazione del documento della Commissione Europea per il Digital Dividend dello scorso luglio seguita dalla risoluzione pubblicata  dal Parlamento Europeo in settembre in cui si indica la possibilità di dedicare almeno 100 Mhz del Digital Dividend al mobile broadband per consentire l’accesso alla rete in banda larga alla maggior parte possibile della popolazione europea, la discussione intorno alla riallocazione dello spettro lasciato libero dalle televisioni analogiche si è fatto caldo in tutto il vecchio continente.

    A inizio ottobre inoltre il Commissario Europeo Viviane Reding ha ribadito questa posizione del Parlamento Europeo in un’interessante intervento tenuto a Dublino in occasione della conferenza annuale del ComReg.
    Le due iniziative più interessanti nate dalle indicazioni di cui sopra  si segnalano  in Inghilterra e in Francia, nazioni da sempre attente alle tecnologie di trasmissione e spesso in prima linea nell’innovazione tecnologica e soprattutto digitale.

    In UK la Ofcom, l’Ente regolatore britannico, nello spirito libertario che da sempre la contraddistingue nelle sue scelte, ha lanciato un bando in cui chiede di proporre idee innovative che utilizzino anche bande di frequenza attualmente non liberalizzate.

    Non si fa esplicito riferimento al digital dividend ma  ci si spinge più in la presupponendo anche la liberalizzazione di porzioni di frequenze attualmente in uso esclusivo del Governo ( in particolar modo del Ministero della Difesa ).

    In pratica la OfCom dice : non siamo sicuri che legiferare prima sia corretto e non sappiamo quale porzione di frequenza sarebbe meglio liberalizzare per consentire dei modelli di business innovativi e quindi in grado di apportare vantaggi economici all’intero paese. Quindi proponeteci, fino al 18 dicembre, delle vostre idee applicative e quelle che verranno selezionate potranno utilizzare le frequenze indicate grazie ad una licenza speciale denominata appunto “Innovation License”.

    Potete trovare maggiori informazione e scaricare il modulo per sottoporre la propria proposta dal sito del regolatore britannico.

    Dall’altra parte della Manica il Governo francese ha deciso di dedicare una porzione invece del digital dividend alle comunicazioni elettroniche a banda larga così come indicato dal Parlamento Europeo.

    La porzione scelta è di 72 Mhz fra i 790 Mhz e gli 862 Mhz e secondo uno studio commissionato dall’Ente regolatore francese ARCEP, l’uso di questa porzione per la creazione di sistemi mobili di trasmissione broadband apporterà  all’economica francese oltre 25 Miliardi di Euro in più rispetto all’esclusiva applicazione per le trasmissione audiovisive.

    La riallocazione di queste frequenze dovrà avere luogo entro il 2012, secondo quanto indicato nel piano voluto da Eric Besson, Responsabile dell’innovazione digitale del Governo francese, e si pone l’obiettivo di portare la banda larga mobile al 99% della popolazione francese.

    La nota dolente sta nel fatto che nel documento non si fa il minimo riferimento a possibili liberalizzazioni di questa porzione di frequenza facendo specifica menzione al possibile rilascio di una quarta licenza 3G dedicata agli operatori telefonici e assegnata attraverso asta.

    Indubbiamente gli interessi intorno al tema del digital dividend sono molto alti e la tentazione dei grandi operatori broadcast di ripetere lo stato di monopolio già ottenuto in precedenza sulle frequenze dell’analogico è molto alta, ma diventa necessario, per garantire  l’accesso alla banda larga alla maggior parte della popolazione e del tessuto produttivo, seguire le indicazioni della Commissione Europea e considerare addirittura la liberalizzazione per consentire un libero accesso a questa opportunità anche da parte dei piccoli operatori, così come proposto da Google durante l’asta per i 700Mhz negli USA.

    L’accesso libero a porzioni di frequenza significa aprire il mercato alla vera concorrenza dando la possibilità ai piccoli operatori e vendor di apportare innovazione e creatività indispensabili per una crescita continua dell’economia e fondamentali anche per spronare gli stessi incumbent verso la ricerca e lo sviluppo dei propri prodotti.

    L’auspicio è che la decisione presa dal Governo francese trovi un seguito negli altri stati membri, anche dove gli operatori broadcast rappresentano un potere economico e politico forte come in Italia, per consentire una crescita armonica del mercato digitale e per la creazione di una sorta di trattato di Schengen digitale che consenta il libero accesso e la libera circolazione all’interno di una rete mobile broadband europea.

    Ma l’augurio profondo è che la Commissione Europea indichi nella possibile liberalizzazione di porzioni di frequenze una strada fortemente auspicabile verso la creazione di un modello economico digitale veramente democratico.

    Anche la Wolkswagen va in Wi-Fi


    La casa automobilistica tedesca ha annunciato l’uscita sul mercato di una nuova versione Sport della Tiguan dotata di sistema Wi-Fi a bordo.

    La nuova Tiguan sarà così in grado di collegarsi a reti wi-fi cittadine e potrà comunicare via wi-fi con dispotivi mobili come il proprio portatile o l’iPhone.

    Forse oggi non è così interessante la possibilità di collegarsi ad una rete cittadina vista la poca diffusione di questo tipo di reti ma è sicuramente significativo che le case automobilistiche prestino sempre più attenzione alle tecnologie wireless e alla possibilità che le loro auto possano interagire con strumenti digitali di uso comune come ad esempio l’iPhone.

    Anche in questo caso penso che le tecnologie mesh possano apprire scenari applicativi di sicuro interesse come la possibilità di creare sciami mesh fra le stesse auto per lo scambio di dati.

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  • Nella categoria: Reti Cittadine
  • Il Wi-Fi con il camice bianco


    La tecnologia Wi-Fi mesh è, a mio parere, una valida tecnologia per la copertura pervasiva di vaste aree geografiche che a volte possono arrivare anche a molte decine di km quadrati come nel caso della rete in Alta Langa.

    Una delle applicaizioni più efficaci del Wi-Fi e in particolar modo del mesh sono i campus.

    Per campus non intendiamo solo quelli Universitari ma in generale tutte quelle aree più o meno ampie che comprendono una serie di edifici collegati fra loro da spazi esterni ( giardini, viottoli, passaggi, ecc. ) e in cui vi è una vita professionale e personale di una certa intensità.

    Quindi è il caso degli Ospedali, dei Distretti Industriali, dei Centri Uffici, delle Grandi Aziende che si sviluppano su più edifici e stabilimenti ( pensiamo ad esempio grandi aziende come la Microsoft o Mediaset ) e ovviamente le Scuole e le Università.

    In tutte queste situazioni siamo spesso in presenza di personale che si deve spostare da un edificio all’altro avendo bisogno magari di mantenere la  propria reperibilità sul numero interno o in molti casi la connettività a banda larga in modo continuativo.

    Inoltre nell’area del campus vi potranno essere telecamere di sorveglianza, totem multimediali e gli stessi pali della luce che grazie al portable mesh potranno diventare a loro volta nodi di rete in grado di ricevere ma al contempo ripetere il segnale.

    Come Wi-Next abbiamo già fatto alcune esperienze come ad esempio nel Campus dell’Università degli studi di Torino o nel Campus Riberis, appena consegnato, nell’ex ospedale militare di Torino oggi trasformato in alloggi per gli ufficiali impegnati negli studi.

    Volevo segnalare però alcuni casi applicativi molto interessanti nel campo ospedaliero che sono stati sviluppati negli Stati Uniti e in particolar modo nel campus della North Carolina Baptist Hospital e della Wake Forest University School of Medicine and Brenner Children’s, un complesso che conta oltre 1.300 letti, in cui è stata sviluppata una rete wireless piuttosto vasta grazie alla quale il personale medico e paramedico degli ospedali è in grado di comunicare ed interagire non solo fra di loro ma addirittura con le macchine diagnostiche a loro volta collegate in Wireless.

    I vantaggi però non si sono fatti sentire solo dal punto di vista dell’operatività ma anche dell’ottimizzazione dei costi se si tiene conto che ad esempio l’aver reso tutto wireless ha fatto risparmiare circa 100.000 Dollari solo grazie all’eliminazione della cablatura fissa delle 120 postazioni della scuola e i relativi switch e porte ethernet.

    Non sono stati rilasciati dati su altri risparmi ottenuti ma tenendo conto dei 1.300 letti e dei vari edifici che compongono il campus ho la sensazione che l’investimento effettuato si ripagherà piuttosto velocemente.

    Potete leggere un lungo articolo su Sci-Tech Today

    Di seguito invece un piccolo powerpoint riportante alcune nostre soluzioni e soprattuto il nostro punto di vista sulle modalità di realizzazione e  sulle applicazioni possibili delle reti wireless su vaste aree.

    Reti Wireless Metropolitane

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  • Nella categoria: Reti Cittadine, Wi-Next
  • San Francisco prova i Bus Wi-Fi


    Nella città di San Francisco è in corso una sperimentazione su alcuni BUS pubblici su cui è stata installata un’architettura Wi-Fi Cisco.

    Il progetto è ambizioso e prevede nei prossimi mesi di espandere la funzionalità a tutti i Bus della città che saranno equipaggiati anche di schermi touch screen su cui sarà possibile ricevere informazioni sul traffico, sugli orari e note turistiche della zona.

    Inoltre gli sviluppi futuri prevedono anche allarmistica collegata ai vigili del fuoco, alla polizia e soprattutto un sistema di avviso contro le collisioni.

    La nota dolente però è il costo : 10.000 Dollari a Bus solo per la rete di connettività e i touchscreen……..

    Per adesso è un investimento della Cisco ma chiaramente lo sviluppo sarà a carico della compagnia pubblica.

    Magari mi sbaglio ma ho la sensazione sia un costo un po elevato tenendo conto di tutti i Bus che una città come San Francisco può avere.

    Mi viene il dubbio che si possa realizzare la stessa cosa con un costo decisamente inferiore e soprattutto un modello di business che tenga conto del reale utilizzo che i cittadini e la compagnia ne potrà fare.

    Via San Francisco Business Times

    Foto Credit : Spencer Brown

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  • The Promise of Municipal Broadband


    Voglio segnalare un bellissimo articolo di Craig Aaron sullo stato dell’arte del Municipal Broadband negli USA.

    L’articolo, molto lungo ma interessante, fa uno spietato ma realistico rapporto non solo sui fallimenti e sui successi del Municipal Broadband ma anche sulla politica fallimentare contro il Digital Divide dell’attuale Governo Bush, le minacce anti Net Neutrality di McCain e lo spirito Broadband For Everyone di Obama.

    Interessante il caso di MAIN ( Mountain Area Information Network ) del North Carolina, un’organizzazione no profit che ha sviluppato una rete wireless mesh per la copertura dell’intera area attraverso il contributo degli stessi abitanti della zona.

    Quello che emerge dal lungo post è una situazione non dissimile a quella che si vive in Italia e per certi aspetti ancora più pericolosa dal punto di vista sociale perchè si è in presenza di un divario digitale ancora più netto fra chi ha accesso e chi non ce l’ha.

    Significativa la frase di chiusura :

    We treat water as a utility. We do the same thing with electricity. We have to take the same attitude here toward broadband.

    Via Sascha’s Blog

    Foto da Flickr

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