La richiesta di connettività nei luoghi pubblici è sempre più diffusa anche in Italia e di fatto non è più considerabile un optional di lusso ma un vero e proprio servizio che alberghi anche medio piccoli, campeggi, stabilimenti balneari, devono annoverare per soddisfare la richiesta dei propri clienti.
Secondo l’ultimo rapporto iPass nel 2008 in Italia la connettività negli aeroporti è cresciuta del 28%, negli Hotel del 66% e addirittura del 79% in luoghi come le stazioni, porti turistici, stabilimenti balneari, ecc.
La normativa in vigore in Italia, di cui ci siamo occupati abbondantemente e che nostro malgrado è stata rinnovata, certo non aiuta lo sviluppo di questo mercato e soprattutto mette potenzialmente “fuori norma” molti punti hot spot sparsi sul nostro territorio.
In risposta a questa crescente esigenza Wi-Next ha lanciato il kit Simple Hot Spot, composto da un server con funzione di Captive Portal completamente personalizzabile nella grafica e nei contenuti e una serie di apparati Naawigo per la creazione di una rete indoor.

Il kit può essere corredato anche da apparati Connect a 2.4 Ghz per la creazione di hot spot outdoor.
Il sistema Captive, denominato Doorman Hot Spot, è in grado di gestire in modo semplice la tariffazione delle connessioni.
In pratica il gestore dell’hot spot, attraverso una semplice interfaccia web, potrà definire fino a 10 tariffazioni diverse in base al tempo e al costo abbinato. Successivamente attraverso dei semplici tasti a video potrà selezionare la tariffa prescelta dal cliente, ad esempio 1 ora a 2 Euro, e stampare una ricevuta, non fiscale, contente username e password generate automaticamente.
Il Captive Portal consentirà quindi l’autenticazione del cliente che potrà verificare il tempo a sua disposizione direttamente sul portale e interrompere la connettività in qualsiasi momento per riprenderla successivamente ripartendo dal minuto in cui aveva precedentemente fermato la navigazione.

Doorman Hot Spot è completamente conforme al Decreto Pisanu ed è disponibile anche singolarmente per l’installazione su reti hot spot già esistenti.
Per maggiori informazioni su Simple Hot Spot
Per maggiori informazioni sul sistema captive Doorman Hot Spot
Comunicato Stampa
Con le nuove CPE Connect e gli apparati indoor Naawigo, la società torinese rende ancora più completa l’offerta dei prodotti per la creazione semplice ed economica edi reti wireless geografiche mesh estese, domestiche e aziendali.
Wi-Next, la società torinese impegnata nello sviluppo di soluzioni wi-fi mesh semplici e sicure contro l’esclusione dall’accesso a Internet, completa l’offerta di prodotti per la connettività presentando una nuova linea di apparati CPE e un apparato mesh per la creazione di reti indoor per uso residenziale o aziendale.
N.A.A.W. Connect : la soluzione CPE mesh per consentire la connessione del proprio ambiente domestico o di lavoro ad una rete wireless geografica.
Grazie alle ridotte dimensioni e alla semplicità di installazione, il nuovo Connect si pone come una soluzione economica ed efficace per connettere le abitazioni o gli ambienti di lavoro sia a 2.4 che 5 Ghz.
N.A.A.W. Connect Long Range : grazie alla potenza della radio a 400 mW ( 26 dbm ) e all’antenna integrata a 16 dbi, è la soluzione ideale per la creazione di collegamenti punto/punto a lunga distanza.
Naawigo : la soluzione mesh indoor di Wi-Next per la copertura di ambienti domestici o aziendali sia sulla frequenza 2,4 Ghz che 5 Ghz.
“Queste due nuove linee di prodotti completano la nostra offerta per la creazione di reti wireless a banda larga semplici da installare e gestire e soprattutto economiche. Grazie alla nostra gamma di prodotti - afferma Nicola De Carne, amministratore di Wi-Next – oggi i nostri partner sono in grado di proporre soluzioni di connettività mesh complete, dalla grande rete geografica alla soluzione WLAN per uso indoor.”
Gli altri apparati mesh N.A.A.W. sono :
N.A.A.W. Enterprise : I dispositivi wi-fi mesh di nuova generazione per la creazione di reti wireless estese
N.A.A.W. Xtend : La soluzione più flessibile ed economica per estendere una rete wireless geografica
I laboratori di Wi-Next continuano lo sviluppo delle soluzioni N.A.A.W. con l’obiettivo di rendere sempre più semplice, affidabile e accessibile a tutti la creazione di reti wireless mesh democratiche e in grado di svilupparsi “dal basso” al crescere delle esigenze reali del territorio.
In questo senso la tecnologia N.A.A.W. è la soluzione migliore in diversi scenari applicativi: reti domestiche e uffici, reti geografiche estese, reti metropolitane, porti turistici, video sorveglianza, reti “on the fly”.
L’offerta di dispositivi N.A.A.W. è corredata da due applicazioni di controllo web based fondamentali per una corretta gestione delle reti e degli utenti :
Herdboy : per il monitoraggio e la gestione delle reti wireless
Doorman : per la gestione e il controllo degli utenti e degli accessi
CHI E’ WI-NEXT
Wi-Next, nata dal lavoro di un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, è una Società italiana in rapida espansione specializzata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti Wi-Fi mesh per la creazione di reti wireless istantanee, automatiche, affidabili e soprattutto economiche.
Sviluppiamo prodotti e servizi di semplice implementazione, facili da usare, economici che consentano la creazione di reti broadband wireless e, soprattutto, in grado di garantire la massima estensione delle coperture e delle funzionalità grazie all’applicazione di un’avanzata soluzione mesh e l’utilizzo di piattaforme open.
Wi-Next è all’interno dell’Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino e ha vinto l’ultima edizione del premio Start2Business di Bologna, iniziativa finalizzata alla valorizzazione di start-up con forte base tecnologica e a elevato contenuto di conoscenza.
L’accesso libero alle reti Wi-Fi pubbliche può rappresentare una risorsa sociale molto importante per la popolazione cittadina e in particolar modo per quelle fasce di popolazione a minor reddito o che si trovano in una situazione economica sfavorevole ad esempio per la perdita del proprio lavoro.
Il free Wi-Fi è anche in grado di valorizzare quei luoghi pubblici come ad esempio le biblioteche che possono cosi trasformarsi in luoghi di lavoro per quanti possono trovare nella rete una fonte di reddito o semplicemente usarla per trovare lavoro ma non possono permettersi di pagare il canone di un abbonamento domestico.
Allo stesso modo può valorizzare zone cittadine di minor passaggio o degradate grazie alla possibilità di offrire connessione gratuita nei ristoranti, in prossimità delle università, dando così vita ad un afflusso di pubblico che con il suo passaggio e stazionamento contribuisce a rendere più sicure e piacevoli quelle zone.
In un articolo apparso su Muniwireless vengono raccontate le esperienze positive di alcune cittadine americane che hanno optato per la creazione di reti wi-fi pubbliche mirate a zone e luoghi con precise caratteristiche sociodemografiche ottenendo risultati decisamente positivi con un investimento di gran lunga inferiore a quello che sarebbe stato speso per la creazione di una rete Wi-Fi cittadina non pianificata.
Personalmente sono molto d’accordo con questo tipo di approccio che vede il cittadino e il territorio al centro di un progetto che deve tenere conto delle necessità di quest’ultimi e non, come spesso accade, delle esigenze di budget di chi sviluppa le reti.
Le reti cittadine vanno sviluppate secondo logiche mirate al soddisfacimento di specifiche richieste sul territorio derivanti da ragioni socio demografiche o produttive e poi devono espandersi in base alla effettiva crescita della richiesta. Questo consente investimenti ridotti, anche se continuati nel tempo, e una crescita della rete organica rispetto il territorio e le sue esigenze.
Chi progetta le reti wi-fi pubbliche deve sempre essere guidato da un dovere morale che è quello di accompagnare i responsabili del governo locale verso la pianificazione di una rete che sia di vera utilità per i propri cittadini e per il tessuto produttivo e che non si debba dissolvere in uno sterile lancio stampa fine più alla visibilità di chi ha creato o finanziato la rete piuttosto che agli interessi della comunità.
Interessante anche un post a commento pubblicato su WNN in cui emerge il valore sociale che una rete wi-fi pubblica può giocare anche solo in una biblioteca.
Sidecut Reports ha rilasciato gratuitamente un Executive Summary interessante sui possibili sviluppi delle battaglie sulla Net Neutrality in corso negli Stati Uniti fra le telecom e i service provider.
Partendo dall’interminabile battaglia legale fra la Comcast e Bit Torrent la prima convinta del suo diritto a limitare l’uso del P2P sulle proprie reti, la seconda assolutamente intenzionata a far valere i diritti di quanti vogliono usare liberamente i software di scambio, il report si sviluppa attraverso pochi ma interessanti capitoli facendo emergere a mio parere un fattore importante e cioè la necessità di trovare un compromesso fra il diritto di accesso e utilizzo della rete in modo neutrale e l’altrettanto diritto delle telecom di poter gestire le proprie reti per tutelare gli investimenti.
In particolar modo questo è vero per le telecom locali e i Wisp di piccole o medie dimensioni che spesso, purtroppo, per far quadrare i conti devono obbligatoriamente limitare l’uso di applicazioni P2P o Voip che inevitabilmente assorbono risorse importanti.
Potete scaricare il report gratuitamente dal sito della Sidecut o se non avete voglia di lasciargli i vostri dati cliccate qui e scaricatela direttamente ![]()
Sembra proprio che gli apparati Wi-Fi embedded siano stati i protagonisti dell’ultima edizione del CES di Las Vegas.
In effetti quando Negroponte affermava che il wireless nei portatili poteva considerarsi un incidente di percorso e che in realtà la verà innovazione sarebbe stata data dalla diffusione del wifi in ogni apparato come telecamere, fotocamere, lettori MP3, elettrodomestici, ecc. non aveva proprio tutti i torti.
Fra i vari gioiellini presentati al CES spicca l’ultima telecamera della SONY, la DSC-G3 dotata di antenna wi-fi embedded e browser per il collegamento semplice e veloce ad hot spot.
Interessante l’articolo di Sue Marek, analista di FierceWireless, in cui emerge che la diffusione di questi apparati chiamerà ad una doppia sfida sia gli hardware vendor che gli operatori. I primi dovranno investire molto per rendere l’accessibilità alle reti wireless il più semplice ed automatiche possibili, i secondi dovranno trovare un modello di business in grado di coniugare la necessità di connettività nomadica caratterizzata presumibilmente da connessioni brevi e diluite nel tempo con il proprio ARPU.
Sta facendo molto discutere, anche in Italia, l’articolo pubblicato dal Wall Street Journal in cui viene fortemente criticata la decisione del motore di ricerca di voler inserire i propri server all’interno di alcuni provider in modo da rendere più facilmente disponibili i propri servizi.
Molti ne hanno scritto e quindi non mi soffermerò ulteriormente ma mi limito a segnalare il post di Luca De Biase che mi sembra fra i più lucidi nell’approccio all’argomento e su cui potete trovare i link ad alcune risorse e commenti di altri blogger italiani oltre all’intervento di Lessig.
Ho solo una nota da aggiungere e cioè che la Net Neutrality a mio parere si deve garantire anche attraverso la disponibilità di tecnologie di trasmissione a bassissimo costo e quindi liberalizzate da ogni licenza governativa e rese disponibili ad esempio attraverso la riallocazione di frequenze che presto verranno dismesse da altri servizi.
In Italia inoltre la net neutrality è fortemente limitata da un assetto regolamentare di accesso alla rete unico al mondo o quasi.
Ho trovato un interessante articolo su NPR online in cui, come memo per il neo presidente eletto Obama, si denuncia la falimentare politica, non certo l’unica, della Presidenza Bush rispetto lo sviluppo dell’accesso a banda larga negli USA.
L’articolo è corredato da una tabella riepilogativa, pubblicata dalla OECD ( Organisation for Economic Co-operation and Development ), del numero di utenti broadband diviso per paese e, al contrario forse di quanto i più possano pensare, gli USA si posizionano solo al 15° posto, comunque al di sopra di un’Italia al 22° posto ma la cui posizione certo non stupisce.
La Prof.ssa Susan Crawford, della University Law of Michigan, una degli advisor chiamati dal neo Presidente eletto per disegnare le nuove linee di sviluppo del broadband con la FCC, esprime un pensiero che a mio parere sintetizza perfettamente l’importanza di una diffusione democratica e capillare della connettività a banda larga ( in qualsiasi forma sia ) :
“This really is a utility, this is like water, electricity, sewage systems — something that all Americans need in order to succeed in the modern era.”
L’articolo poi alterna pareri favorevoli all’attuale politica sullo sviluppo del broadband ( quasi tutti espressi da componenti dell’attuale Governo o da rappresentanti di Incumbent ) e durissime critiche alla gestione Bush e soprattutto alle politiche che questa amministrazione ha attuato con la FCC.
Ma l’amministrazione Bush tenta ancora una spallata a pochi giorni dall’uscita di scena, ottenendo dalla FCC un rinvio della votazione finale per il progetto Free Wireless Internet che certo piacere nono fa alle grandi Compagnie di telecomunicazione :
FCC Chairman Kevin Martin canceled the commission’s Dec. 18 meeting where the FCC was set to vote on a free wireless Internet plan using AWS-3 spectrum, after receiving a letter from key lawmakers urging him to delay the vote. Continua su FierceWireless
Lawrence Lessig con un post pubblicato ieri sul suo blog annuncia di lasciare la Stanford Law School per far ritorno ad Harvard come Direttore del Harvard’s Safra Center.
Larry Lessig è una figura di assoluto riferimento per il suo impegno continuo per la diffusione di un uso etico e democratico delle nuove tecnologie.
Politici, governanti, grandi imprenditori moderni, grandi finaiziatori, dovrebbe leggere attentamente i suoi libri e le sue dichiarazioni per rendersi conto che la crescita di una società moderna, compresa la sua capacità di produrre una richezza diffusa, non può prescindere da un uso condiviso, diffuso e soprattutto democratico delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Non si tratta di essere a tutti i costi collegati, di dover sapere a tutti i costi usare la tecnologia o di avere Interner per forza, si tratta di avere la possibilità di scegliere liberamente se accedervi o no.
Per questo è necessario creare i presupposti per una società libera da ogni tipo di divario, digitale, sociale e culturale.
Continua il nostro impegno di sensibilizzazione con l’avvicinarsi della scadenza parlamentare per il rinnovo del Decreto Pisanu.
In un suo recente intervento presso la Camera dei Deputati David Orban illustra con sintetica lucidità i danni che questa Legge ha creato allo sviluppo della cultura digitale in Italia contribuendo in modo sensibile a seppellire il bel paese negli ultimi posti a livello mondiale per l’uso della rete.
Nei tre minuti di intervento inoltre David porta all’attenzione del pubblico, fra cui mi sembra di capire non ci fosse neanche un politico, il rapporto fra i politici, appunto, Internet e la tecnologia in generale, invitando chi non ha un uso consapevole delle tecnologie e di Internet a non decidere e soprattutto non legiferare sull’argomento senza una corretta valutazione degli impatti socio-economici sul paese.
Riporto un interessante articolo che tratta di un caso esemplare di impatto socio economico delle reti wireless a banda larga nelle zone rurali.
In questo caso si tratta di una cittadina, Superior, in Arizona che con un investimento relativamente limitato e soprattutto co-finanziato dal Dipartimento dell’Agricoltura con fondi per lo sviluppo delle aree rurali, si è dotata di una rete wireless attraverso cui fornisce connettività ai propri cittadini e alle aziende della zona che ormai vedevano come unica soluzione per poter continuare a lavorare spostare la propria sede.
Significativa la frase finale del Sindaco di Superior che dice :
“We want to educate people on how this simple tool could improve and enhance the quality of life here in Superior,”
Per molti aspetti il caso è simile a quello sviluppato in Alta Langa e che vede BBBELL come Wisp.
Nella foto il sindaco di Superior Michael O. Hing
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