Il Wi-Fi libero e inteligente


L’accesso libero alle reti Wi-Fi pubbliche può rappresentare una risorsa sociale molto importante per la popolazione cittadina e in particolar modo per quelle fasce di popolazione a minor reddito o che si trovano in una situazione economica sfavorevole ad esempio per la perdita del proprio lavoro.

Il free Wi-Fi è anche in grado di valorizzare quei luoghi pubblici come ad esempio le biblioteche che possono cosi trasformarsi in luoghi di lavoro per quanti possono trovare nella rete una fonte di reddito o semplicemente usarla per trovare lavoro ma non possono permettersi di pagare il canone di un abbonamento domestico.

Allo stesso modo può valorizzare zone cittadine di minor passaggio o degradate grazie alla possibilità di offrire connessione gratuita nei ristoranti, in prossimità delle università, dando così vita ad un afflusso di pubblico che con il suo passaggio e stazionamento contribuisce a rendere più sicure e piacevoli quelle zone.

In un articolo apparso su Muniwireless vengono raccontate le esperienze positive di alcune cittadine americane che hanno optato per la creazione di reti wi-fi pubbliche mirate a zone e luoghi con precise caratteristiche sociodemografiche ottenendo risultati decisamente positivi con un investimento di gran lunga inferiore a quello che sarebbe stato speso per la creazione di una rete Wi-Fi cittadina non pianificata.

Personalmente sono molto d’accordo con questo tipo di approccio che vede il cittadino e il territorio al centro di un progetto che deve tenere conto delle necessità di quest’ultimi e non, come spesso accade, delle esigenze di budget di chi sviluppa le reti.

Le reti cittadine vanno sviluppate secondo logiche mirate al soddisfacimento di specifiche richieste sul territorio derivanti da ragioni socio demografiche o produttive e poi devono espandersi in base alla effettiva crescita della richiesta. Questo consente investimenti ridotti, anche se continuati nel tempo, e una crescita della rete organica rispetto il territorio e le sue esigenze.

Chi progetta le reti wi-fi pubbliche deve sempre essere guidato da un dovere morale che è quello di accompagnare i responsabili del governo locale verso la pianificazione di una rete che sia di vera utilità per i propri cittadini e per il tessuto produttivo e che non si debba dissolvere in uno sterile lancio stampa fine più alla visibilità di chi ha creato o finanziato la rete piuttosto che agli interessi della comunità.

Interessante anche un post a commento pubblicato su WNN in cui emerge il valore sociale che una rete wi-fi pubblica può giocare anche solo in una biblioteca.

La Net Neutrality nel 2009


Sidecut Reports ha rilasciato gratuitamente un  Executive Summary interessante sui possibili sviluppi delle battaglie sulla Net Neutrality in corso negli Stati Uniti fra le telecom e i service provider.

Partendo dall’interminabile battaglia legale fra la Comcast e Bit Torrent la prima convinta del suo diritto a limitare l’uso del P2P sulle proprie reti, la seconda assolutamente intenzionata a far valere i diritti di quanti vogliono usare liberamente i software di scambio, il report si sviluppa attraverso pochi ma interessanti capitoli facendo emergere a mio parere un fattore importante e cioè la necessità di trovare un compromesso fra il diritto di accesso e utilizzo della rete in modo neutrale e l’altrettanto diritto delle telecom di poter gestire le proprie reti per tutelare gli investimenti.

In particolar modo questo è vero per le telecom locali e i Wisp di piccole o medie dimensioni che spesso, purtroppo, per far quadrare i conti devono obbligatoriamente limitare l’uso di applicazioni P2P o Voip che inevitabilmente assorbono risorse importanti.

Potete scaricare il report gratuitamente dal sito della Sidecut o se non avete voglia di lasciargli i vostri dati cliccate qui e scaricatela direttamente :)

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  • Wireless dentro!


    Sembra proprio che gli apparati Wi-Fi embedded siano stati i protagonisti dell’ultima edizione del CES di Las Vegas.

    In effetti quando Negroponte affermava che il wireless nei portatili poteva considerarsi un incidente di percorso e che in realtà la verà innovazione sarebbe stata data dalla diffusione del wifi in ogni apparato come telecamere, fotocamere, lettori MP3, elettrodomestici, ecc. non aveva proprio tutti i torti.

    Fra i vari gioiellini presentati al CES spicca l’ultima telecamera della SONY, la DSC-G3 dotata di antenna wi-fi embedded e browser per il collegamento semplice e veloce ad hot spot.

    Interessante l’articolo di Sue Marek, analista di FierceWireless, in cui emerge che la diffusione di questi apparati chiamerà ad una doppia sfida sia gli hardware vendor che gli operatori. I primi dovranno investire molto per rendere l’accessibilità alle reti wireless il più semplice ed automatiche possibili, i secondi dovranno trovare un modello di business in grado di coniugare la necessità di connettività nomadica caratterizzata presumibilmente da connessioni brevi e diluite nel tempo con il proprio ARPU.

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  • Google e la Net Neutrality


    Sta facendo molto discutere, anche in Italia, l’articolo pubblicato dal Wall Street Journal in cui viene fortemente criticata la decisione del motore di ricerca di voler inserire i propri server all’interno di alcuni provider in modo da rendere più facilmente disponibili i propri servizi.

    Molti ne hanno scritto e quindi non mi soffermerò ulteriormente ma mi limito a segnalare il post di Luca De Biase che mi sembra fra i più lucidi nell’approccio all’argomento e su cui potete trovare i link ad alcune risorse e commenti di altri blogger italiani oltre all’intervento di Lessig.

    Ho solo una nota da aggiungere e cioè che la Net Neutrality a mio parere si deve garantire anche attraverso la disponibilità di tecnologie di trasmissione a bassissimo costo e quindi liberalizzate da ogni licenza governativa e rese disponibili ad esempio attraverso la riallocazione di frequenze che presto verranno dismesse da altri servizi.

    In Italia inoltre la net neutrality è fortemente limitata da un assetto regolamentare di accesso alla rete unico al mondo o quasi.

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  • Internet Broadband is like an utility


    Ho trovato un interessante articolo su NPR online in cui, come memo per il neo presidente eletto Obama, si denuncia la falimentare politica, non certo l’unica, della Presidenza Bush rispetto lo sviluppo dell’accesso a banda larga negli USA.

    L’articolo è corredato da una tabella riepilogativa, pubblicata dalla OECD ( Organisation for Economic Co-operation and Development ), del numero di utenti broadband diviso per paese e, al contrario forse di quanto i più possano pensare, gli USA si posizionano solo al 15° posto, comunque al di sopra di un’Italia al 22° posto ma la cui posizione certo non stupisce.

    La Prof.ssa  Susan Crawford, della University Law of Michigan, una degli advisor chiamati dal neo Presidente eletto per disegnare le nuove linee di sviluppo del broadband con la FCC, esprime un pensiero che a mio parere sintetizza perfettamente l’importanza di una diffusione democratica e capillare della connettività a banda larga ( in qualsiasi forma sia ) :

    “This really is a utility, this is like water, electricity, sewage systems — something that all Americans need in order to succeed in the modern era.”

    L’articolo poi alterna pareri favorevoli all’attuale politica sullo sviluppo del broadband ( quasi tutti espressi da componenti dell’attuale Governo o da rappresentanti di Incumbent ) e durissime critiche alla gestione Bush e soprattutto alle politiche che questa amministrazione ha attuato con la FCC.

    Ma l’amministrazione Bush  tenta ancora una spallata a pochi giorni dall’uscita di scena, ottenendo dalla FCC un rinvio della votazione finale per il progetto  Free Wireless Internet che certo piacere nono fa alle grandi Compagnie di telecomunicazione :

    FCC Chairman Kevin Martin canceled the commission’s Dec. 18 meeting where the FCC was set to vote on a free wireless Internet plan using AWS-3 spectrum, after receiving a letter from key lawmakers urging him to delay the vote. Continua su FierceWireless

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  • Lessig lascia la Stanford Law School


    Foto di Lawrence LessigLawrence Lessig con un post pubblicato ieri sul suo blog annuncia di lasciare la Stanford Law School per far ritorno ad Harvard come Direttore del Harvard’s Safra Center.

    Larry Lessig è una figura di assoluto riferimento per il suo impegno continuo per la diffusione di un uso etico e democratico delle nuove tecnologie.

    Politici, governanti, grandi imprenditori moderni, grandi finaiziatori, dovrebbe leggere attentamente i suoi libri e le sue dichiarazioni per rendersi conto che la crescita di una società moderna, compresa la sua capacità di produrre una richezza diffusa, non può prescindere da un uso condiviso, diffuso e soprattutto democratico delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

    Non si tratta di essere a tutti i costi collegati, di dover sapere a tutti i costi usare la tecnologia o di avere Interner per forza, si tratta di avere la possibilità di scegliere liberamente se accedervi o no.

    Per questo è necessario creare i presupposti per una società libera da ogni tipo di divario, digitale, sociale e culturale.

    Qui è possibile leggere il post

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  • David Orban si esprime sul Decreto Pisanu


    Continua il nostro impegno di sensibilizzazione con l’avvicinarsi della scadenza parlamentare per il rinnovo del Decreto Pisanu.

    In un suo recente intervento presso la Camera dei Deputati David Orban illustra con sintetica lucidità i danni che questa Legge ha creato allo sviluppo della cultura digitale in Italia contribuendo in modo sensibile a seppellire il bel paese negli ultimi posti a livello mondiale per l’uso della rete.

    Nei tre minuti di intervento inoltre David porta all’attenzione del pubblico, fra cui mi sembra di capire non ci fosse neanche un politico, il rapporto fra i politici, appunto, Internet e la tecnologia in generale,  invitando chi non ha un uso consapevole delle tecnologie e di Internet a non decidere e soprattutto non legiferare sull’argomento senza una corretta valutazione degli impatti socio-economici sul paese.

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  • Riporto un interessante articolo che tratta di un caso esemplare di impatto socio economico delle reti wireless a banda larga nelle zone rurali.

    In questo caso si tratta di una cittadina, Superior, in Arizona che con un investimento relativamente limitato e soprattutto co-finanziato dal Dipartimento dell’Agricoltura con fondi per lo sviluppo delle aree rurali, si è dotata di una rete wireless attraverso cui fornisce connettività ai propri cittadini e alle aziende della zona che ormai vedevano come unica soluzione per poter continuare a lavorare spostare la propria sede.

    Significativa la frase finale del Sindaco di Superior che dice :

    “We want to educate people on how this simple tool could improve and enhance the quality of life here in Superior,”

    Per molti aspetti il caso è simile a quello sviluppato in Alta Langa e che vede BBBELL come Wisp.

    Nella foto il sindaco di Superior Michael O. Hing

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  • Il passo del gambero


    Sfortunatamente sembra proprio che si stiano facendo importanti passi indietro rispetto l’uso di Internet in Italia e certo le dichiarazione del nostro Ministro dell’Interno non aiuteranno a incentivare l’uso della rete in un paese già fortemente penalizzato.

    Il Ministro Maroni dice che il Governo sta lavorando con i Provider per la realizzazione del numero di IP unico per ogni utente della rete……

    E’ inquietante non tanto il fatto che si arrivi a pensare una soluzione tale ma soprattutto che si pensi seriamente che sia fattibile.

    Incredibile come qui al BBF ExpoComm, una manifestazione che vorrebbe essere un punto di riferimento per lo sviluppo delle reti digitali,  la notizia sia passata completamente inosservata e, almeno fino a questo momento, non sia stata oggetto di discussione nei vari incontri.

    Forse mi sarei aspettato un lancio stampa che, oltre a celebrare i 3000 partecipanti ( che personalmente mi sono sfuggiti in questo quantitativo ), approfittando della presenza di nomi anche di rilievo delle telecomunicazioni a livello internazionale, avesse aperto una discussione sulle dichiarazioni che si susseguono negli ultimi giorni rispetto la volontà di regolamentare o addirittura imporre restrizioni a livello internazionale verso l’uso di Internet.

    Notizia su Il Mattino via ManteBlog

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  • Perchè NON prorogare il Decreto Pisanu?


    In questi giorni, anche grazie all’iniziativa di Nexa, si susseguono gli appelli di giornalisti, blogger e opinion leader perchè il Governo non proroghi il Decreto Pisanu o lo sottoponga a modifiche sostanziali in particolar modo all’art. 7.

    Riportiamo un interessantissimo articolo di Raffaele Mastrolonardo su VisionPost ( pubblicato originariamente su Chips&Salsa in Alias, supplemento del manifesto del 29/11/2008 ) dove, fra l’altro, è stata riportata una dichiarazione del nostro Giampaolo Mancini a.k.a. Mancho.

    http://www.visionpost.it/epolis/divieto-di-proroga.htm

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