7 Nov
Questi giorni sono stati caratterizzati da una serie di importanti eventi storici, l’elezione del primo Presidente USA di colore, l’incontro avvenuto fra il Papa e i rappresentanti delle comunità mussulmane e soprattutto l’uscita di scena di G.W. Bush, ma ai più è passato inosservata un’importante decisione destinata a cambiare profondamente il futuro delle trasmissioni broadband wireless.
La FCC ha deciso di liberalizzare la porzione di spettro sui 700Mhx conosciuta come White Spaces, ovvero quella parte di spettro adibita a fare da “intercapedine” libera fra due frequenze in uso da altri dispositivi, in questo caso i microfoni wireless e le trasmissioni in analogico delle TV.
La decisione è frutto di un’incessante attività di lobbing portata avanti da compagnie del calibro di Google, Microsoft, Intel e Dell, contrapposti ai grandi broadcaster e ai produttori di apparati microfonici wireless, iniziata subito dopo l’assegnazione della licenza sui 700Mhz assegnata a Verizon per la modica cifra di 4,2 Miliardi di Dollari.
Con questa decisione la FCC ha aperto la strada ad una nuova era delle trasmissioni broadband senza fili, dando vita anche ad un nuovo mercato che potrebbe in termini di volumi e valore generato anche superare il successo del Wi-Fi e questo grazie alla possibilità di avere accesso gratuitamente e liberamente ad una porzione di frequenza in grado di sopperire proprio ai problemi “fisici” del wi-fi e con costi decisamente inferiori ( al netto delle avidità dei singoli produttori ).
Il basso costo dei devices e il libero accesso sono stati i due ingredienti che hanno determinato il successo planetario del Wi-Fi, nonostante appunto i non pochi limiti di questa tecnologia, e si può presupporre che presto vedremo sul mercato statunitense i primi devices in grado di interagire con questa tecnologia, primi fra tutti presumibilmente gli smartphone Android, i laptop Dell, che ha annunciato il giorno stesso della decisione della FCC di avere già in cantiere i primi portatili “White Spaces”, e i router “White Spaces”. ( perché no prodotti da Wi-Next J )
Non sarà una strada facile visti gli interessi in ballo, primo fra tutti Verizon che certo non sarà felice di questa decisione visto l’esborso appena fatto, ma si tratta di una vittoria importante per quelle popolazioni che vivono nelle aree digital divise e che con le tecnologie attuali si fatica a servire.
La speranza adesso è, come accaduto con il Wi-Fi, anche il resto del pianeta decida di aprire a questa opportunità ma i tempi temo saranno comunque lunghi visti gli interessi gravitanti intorno a tecnologie proprietarie come il Wi-Max, appena affacciatosi sul mercato e le tecnologie broadband 3G che stanno guidando in questo periodo la crescita dei ricavi degli operatori mobili.
Spero che questa volta l’Europa non si faccia cogliere impreparata e, cosciente del fatto che siamo d’avanti ad una strada senza ritorno, possa giocare un ruolo da protagonista nello sviluppo di questo nuovo mercato aperto.
Per approfondimenti :
Intervista a Sascha Meinrath sul blog di Wired
Post su PCWorld
In seguito alla pubblicazione del documento della Commissione Europea per il Digital Dividend dello scorso luglio seguita dalla risoluzione pubblicata dal Parlamento Europeo in settembre in cui si indica la possibilità di dedicare almeno 100 Mhz del Digital Dividend al mobile broadband per consentire l’accesso alla rete in banda larga alla maggior parte possibile della popolazione europea, la discussione intorno alla riallocazione dello spettro lasciato libero dalle televisioni analogiche si è fatto caldo in tutto il vecchio continente.
A inizio ottobre inoltre il Commissario Europeo Viviane Reding ha ribadito questa posizione del Parlamento Europeo in un’interessante intervento tenuto a Dublino in occasione della conferenza annuale del ComReg.
Le due iniziative più interessanti nate dalle indicazioni di cui sopra si segnalano in Inghilterra e in Francia, nazioni da sempre attente alle tecnologie di trasmissione e spesso in prima linea nell’innovazione tecnologica e soprattutto digitale.
In UK la Ofcom, l’Ente regolatore britannico, nello spirito libertario che da sempre la contraddistingue nelle sue scelte, ha lanciato un bando in cui chiede di proporre idee innovative che utilizzino anche bande di frequenza attualmente non liberalizzate.
Non si fa esplicito riferimento al digital dividend ma ci si spinge più in la presupponendo anche la liberalizzazione di porzioni di frequenze attualmente in uso esclusivo del Governo ( in particolar modo del Ministero della Difesa ).
In pratica la OfCom dice : non siamo sicuri che legiferare prima sia corretto e non sappiamo quale porzione di frequenza sarebbe meglio liberalizzare per consentire dei modelli di business innovativi e quindi in grado di apportare vantaggi economici all’intero paese. Quindi proponeteci, fino al 18 dicembre, delle vostre idee applicative e quelle che verranno selezionate potranno utilizzare le frequenze indicate grazie ad una licenza speciale denominata appunto “Innovation License”.
Potete trovare maggiori informazione e scaricare il modulo per sottoporre la propria proposta dal sito del regolatore britannico.
Dall’altra parte della Manica il Governo francese ha deciso di dedicare una porzione invece del digital dividend alle comunicazioni elettroniche a banda larga così come indicato dal Parlamento Europeo.
La porzione scelta è di 72 Mhz fra i 790 Mhz e gli 862 Mhz e secondo uno studio commissionato dall’Ente regolatore francese ARCEP, l’uso di questa porzione per la creazione di sistemi mobili di trasmissione broadband apporterà all’economica francese oltre 25 Miliardi di Euro in più rispetto all’esclusiva applicazione per le trasmissione audiovisive.
La riallocazione di queste frequenze dovrà avere luogo entro il 2012, secondo quanto indicato nel piano voluto da Eric Besson, Responsabile dell’innovazione digitale del Governo francese, e si pone l’obiettivo di portare la banda larga mobile al 99% della popolazione francese.
La nota dolente sta nel fatto che nel documento non si fa il minimo riferimento a possibili liberalizzazioni di questa porzione di frequenza facendo specifica menzione al possibile rilascio di una quarta licenza 3G dedicata agli operatori telefonici e assegnata attraverso asta.
Indubbiamente gli interessi intorno al tema del digital dividend sono molto alti e la tentazione dei grandi operatori broadcast di ripetere lo stato di monopolio già ottenuto in precedenza sulle frequenze dell’analogico è molto alta, ma diventa necessario, per garantire l’accesso alla banda larga alla maggior parte della popolazione e del tessuto produttivo, seguire le indicazioni della Commissione Europea e considerare addirittura la liberalizzazione per consentire un libero accesso a questa opportunità anche da parte dei piccoli operatori, così come proposto da Google durante l’asta per i 700Mhz negli USA.
L’accesso libero a porzioni di frequenza significa aprire il mercato alla vera concorrenza dando la possibilità ai piccoli operatori e vendor di apportare innovazione e creatività indispensabili per una crescita continua dell’economia e fondamentali anche per spronare gli stessi incumbent verso la ricerca e lo sviluppo dei propri prodotti.
L’auspicio è che la decisione presa dal Governo francese trovi un seguito negli altri stati membri, anche dove gli operatori broadcast rappresentano un potere economico e politico forte come in Italia, per consentire una crescita armonica del mercato digitale e per la creazione di una sorta di trattato di Schengen digitale che consenta il libero accesso e la libera circolazione all’interno di una rete mobile broadband europea.
Ma l’augurio profondo è che la Commissione Europea indichi nella possibile liberalizzazione di porzioni di frequenze una strada fortemente auspicabile verso la creazione di un modello economico digitale veramente democratico.
Lancio Stampa
Dopo il successo della linea di dispositivi N.A.A.W. presentata negli scorsi mesi, la società torinese lancia il Wi-Next Business Partner Program per la creazione di una rete di professionisti del Wireless Mesh in Italia.
Milano, 30 ottobre 2008 – Wi-Next, la società torinese impegnata nello sviluppo di soluzioni wi-fi mesh semplici e sicure contro l’esclusione dall’accesso a Internet, lancia il Wi-Next Business Program dedicato ai System Integrator e ai WISP sul territorio italiano, con l’obiettivo di creare una rete di professionisti del Wi-Fi mesh in Italia.
“Il team di Wi-Next in pochi anni ha portato un progetto di ricerca nato al Politecnico di Torino a diventare una delle realtà di riferimento in Italia per la tecnologia wireless mesh grazie a un impegno costante sia nella ricerca finalizzata allo sviluppo delle caratteristiche innovative del software N.A.A.W. sia direttamente sul campo per la verifica continua dell’efficacia e dell’usabilità delle nostre soluzioni - afferma Nicola De Carne, amministratore di Wi-Next.
Pensiamo sia giunto il momento di mettere a disposizione dei System Integrator e dei WISP i nostri apparati e la nostra esperienza per creare una rete di professionisti specializzati in una tecnologia dalle grandi potenzialità ma ancora poco conosciuta.
Riceviamo moltissime richieste da parte di aziende, amministrazioni locali e cittadini che hanno recepito nelle nostre soluzioni un’importante opportunità per creare reti wireless in modo semplice e soprattutto economico e pensiamo sia fondamentale creare la maggior prossimità possibile per consentire non solo l’installazione e la messa in opera ma specialmente la formazione finalizzata ad un uso consapevole delle tecnologie di rete e in particolar modo del mesh networking.“
Il Wi-Next Business Program è stato disegnato per fornire una gamma completa di strumenti e servizi finalizzati a rafforzare la competitività dei System Integrator e dei WISP, dalla formazione continua, all’assistenza consulenziale e commerciale, al supporto tecnico pre e post vendita.
Con questo programma di affiliazione, Wi-Next non intende solo creare una rete commerciale ma anche e soprattutto un network in grado di fare informazione e formazione per una migliore comprensione delle potenzialità delle tecnologie mesh e soprattutto per portare sul mercato un approccio concreto e trasparente verso la costruzione di reti che siano disegnate e realizzate tenendo conto delle reali esigenze degli utilizzatori.
Il Wi-Next Business Partner Program è dedicato al solo mercato italiano, mentre per l’espansione sul mercato estero Wi-Next sarà supportata dal programma ThinkUP (http://www.thinkupict.org/ ) promosso dalla Camera di Commercio Estero del Comune di Torino, che ha selezionato la giovane società torinese fra le aziende più innovative del territorio.
Per maggiori informazioni sul Wi-Next Business Partner Program : www.winext.eu/business_partner
IL SOFTWARE N.A.A.W. E I PRODOTTI N.A.A.W. BASED
N.A.A.W. (Nuovo Apparato Autoconfigurante Wireless) è il nome del software, sviluppato grazie alla stretta collaborazione con il Politecnico di Torino, che permette di creare una reti wireless, senza limiti geografici o infrastrutturali, in modo veloce, automatico e economico.
Wi-Next offre oggi una delle più complete soluzioni, sviluppata completamente in Italia, per la creazione di reti wireless mesh a banda larga :
• N.A.A.W. Enterprise, dispositivo wi-fi mesh per la creazione di reti mesh estese
• N.A.A.W. Xtend, dispositivo wi-fi mesh per ampliare in modo semplice la copertura di una rete mesh
• N.A.A.W. Connect, dispositivo wi-fi mesh per collegare ad una rete wireless il proprio ambiente domestico o professionale
L’offerta di dispositivi N.A.A.W. è corredata da due applicazioni di controllo web based fondamentali per una corretta gestione delle reti e degli utenti :
• Herdboy : per il monitoraggio e la gestione delle reti wireless
• Doorman : per la gestione e il controllo degli utenti e degli accessi
CHI E’ WI-NEXT
Wi-Next, nata dal lavoro di un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, è una Società italiana in rapida espansione specializzata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti Wi-Fi mesh per la creazione di reti wireless istantanee, automatiche, affidabili e soprattutto economiche.
Sviluppiamo prodotti e servizi di semplice implementazione, facili da usare, economici che consentano la creazione di reti broadband wireless e, soprattutto, in grado di garantire la massima estensione delle coperture e delle funzionalità grazie all’applicazione di un’avanzata soluzione mesh e l’utilizzo di piattaforme open.
Wi-Next è all’interno dell’Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino e ha vinto l’ultima edizione del premio Start2Business di Bologna, iniziativa finalizzata alla valorizzazione di start-up con forte base tecnologica e a elevato contenuto di conoscenza.
Per ulteriori informazioni: www.winext.eu

Il nome in codice è Cliffside e si tratta di una nuova tecnologia di trasmissione a corto raggio basata su protocollo Wi-Fi che consente la creazione di reti personali fra il proprio PC e alcuni devices come la stampante, il proiettore e la macchina fotografica.
Il territorio delle PAN è sempre stato dominato dal Bluetooth che però presenta non pochi problemi di usabilità e di stabilità oltre che una ridotta capacità di banda.
Cliffside verrà montato sulla prossima generazione di Centrino 2 dalla metà del 2009 e promette una maggiore facilità di collegamento e un livello di usabilità e stabilità superiori rispetto le attuali tecnologie PAN.
Inoltre l’uso del wi-fi dovrebbe garantire una maggiore compatibilità fra tutti i devices wi-fi enabled rispetto il Bluetooth che ancora oggi presenta spesso incompatibilità fra gli apparati che ne sono dotati.
Rimane il nodo dell’assorbimento energetico ma Intel promette anche in questo caso dei bassi assorbimenti e quindi una maggiore vita delle batterie.
Indubbiamente si tratterebbe di un ulteriore passo avanti verso il consolidamento del Wi-Fi come standard di fatto delle tecnologie di trasmissione Wi-Fi a corto e medio raggio.
Via : APC
La casa automobilistica tedesca ha annunciato l’uscita sul mercato di una nuova versione Sport della Tiguan dotata di sistema Wi-Fi a bordo.
La nuova Tiguan sarà così in grado di collegarsi a reti wi-fi cittadine e potrà comunicare via wi-fi con dispotivi mobili come il proprio portatile o l’iPhone.
Forse oggi non è così interessante la possibilità di collegarsi ad una rete cittadina vista la poca diffusione di questo tipo di reti ma è sicuramente significativo che le case automobilistiche prestino sempre più attenzione alle tecnologie wireless e alla possibilità che le loro auto possano interagire con strumenti digitali di uso comune come ad esempio l’iPhone.
Anche in questo caso penso che le tecnologie mesh possano apprire scenari applicativi di sicuro interesse come la possibilità di creare sciami mesh fra le stesse auto per lo scambio di dati.
Riprendo una segnalazione di Stefano Quintarelli riguardo una ricerca rilasciata dalla London School of Economics and Political Science su finanziamento della Comunità Europea che analizza l’utilizzo di Internet da parte dei bambini dall’età prescolare fino ai 17 anni.
Il dato che maggiormente mi ha impressionato è l’assenza di una intermediazione da parte dei genitori che, a dire del rapporto, non educano ad un uso consapevole della rete.
Ad esempio nello schemo di seguito emerge chiaramente come in Italia i genitori definiscano molto poco quelle che sono le regole di utilizzo di Internet mentre invece nei paesi nordici, ad esempio, la presenza dei genitori durante l’uso della rete risulta essere molto forte.
Sembra quasi che Internet in Italia stia ereditando l’abitudine dei genitori di utilizzare la TV quasi come una balia in grado di ipnotizzare i propri figli; se così fosse sarebbe molto grave.
Altro dato piuttosto sconfortante è il livello d’uso di Internet da parte dei bambini e dei genitori italiani. Dalla tabella che riporto sotto emerge come i bambini ne facciano un uso prevalentemente domestico e comunque molto basso, ma soprattutto non si può non notare che gli stessi genitori si limitano in genere ad un uso medio della rete.
Pare quindi che non solo la nostra scuola non sia minimante in grado di preparare le nostra future generazioni all’uso di Internet ma anche gli stessi genitori non abbiano coscienza dell’importanza di un uso consapevole di questo strumento per il futuro dei propri figli.
Bisogna specificare che i dati sono un po datati ma ho la sensazione che lo scenario non sia cambiato molto.
E’ possibile scaricare il report da qui.
E’ con vero piacere che pubblico la tesi di Giacomo Cesaro che ho avuto il piacere di aiutare nella sua stesura e di cui ho avuto l’onore di fare da correlatore durante la discussione.
Il titolo emblematico è : Tribù, tecnologie di relazione per social network su reti fisiche e il risultato è stata una pubblicazione molto interessante che tratta dell’applicazione di tecnologie di relazione agli ambienti fisici attraverso l’uso di tecnologie wireless a corto, medio e lungo raggio.
Ne consiglio caldamente la lettura.
Ancora complimenti a Giacomo per il lavoro di ricerca e per aver affrontato egregiamente un argomento non certo semplice per una discussione di tesi ma che gli ha fruttato un bel 110.
Il team di Google Mobile ha annunciato una nuova funzionalità di geo loacalizzazione basato sugli access point wi-fi.
Infatti all’attuale localizzazione basata sulle cellule mobili, si aggiunge, per i device wi-fi enabled, la possibilità di verificare la propria posizione utilizzando gli access point raggiungibili nei dintorni.
Secondo il team di Google questo sistema dovrebbe diventare ancora più accurato perchè la concentrazione di access point sul territorio è superiore a quella delle torri di telefonica cellulare.
Per adesso la funzionalità è disponbile solo per i nuovi BlackBerry Wi-Fi ma Google promette di rilasciare il plug in prossimamente anche per gli altri device incluso Android.
A prescindere dalla precisione più o meno superiore rispetto la telefonia cellulare, questo tipo di funzionalità apre la strada ad applicazioni di prossimità che la telefonia cellulare non consente così facilmente come ad esempio il geotagging e l’accesso a sistemi di content management system distribuiti sull’intera rete di router wireless.
Le reti wireless mesh pervasive sul territorio consentono lo sviluppo di piattaforme di comunicazione e relazione con il territorio stesso in modo anche relativamente semplice attraverso ad esempio l’uso di applicativi mah-up come FireEagle di Yahoo! e Google Open Social.
Ad esempio il nostro cellulare potrà capire la nostra posizione e visualizzare le informazioni geotag rilasciate da altri utenti classificandone il rating in base all’appartenenza dei singoli utenti ai nostri network di amicizia sui vari social network di cui facciamo parte.
Stay tuned on the wi-fi planet.
By : Geek And Poke
Grande fermento in questa giornata praticamente conclusiva dei Percorsi di Innovazione dello SMAU. In questi giorni di intensissimi incontri abbiamo avuto conferma, se ce ne fosse mai stato bisogno, del grande interesse verso le tecnologie wireless a banda larga e delle moltissime difficoltà che utilizzatori e fornitori incontrano quotidianamente.
Ma soprattutto è stata la conferma della necessità di avere sempre interlocutori con cui affrontare in modo aperto e trasparente tutte le difficoltà e le relative, quando ce ne sono, soluzioni.
Nonostante anche oggi sia stata una giornata positivamente piena, ho avuto il tempo di guardarmi un po intorno e ho potuto notare la presenza di società tanto giovani quanto interessanti nelle loro proposte sicuramente innovative e che spaziano in moltissimi ambiti ( compresi quelli che faccio fatica a capire
)
Ma in particolar modo mi ha colpito Aermatica, una giovane società che ha sviluppato uno piccolo velivolo senza pilota in grado di acquisire dati geografici e ambientali per trasmetterli a terra ad una centrale di controllo.
Secondo me insieme faremo delle cose interessanti insieme.
Penso sia stata in generale un’ottima iniziativa promossa dal buon Emil Ebirascid che ringrazio ancora una volta per questa e per tante altre iniziative e idee che lo pongono secondo me come una delle figure più impegnate nella promozione dell’innovazione in Italia.
Sotto Giampaolo Mancini a.k.a. Mancho alle prese con un gruppo “di discussione”
E per finire Mancho e Paola in tenuta Wi-Fighters.
Ringrazio tutti coloro, e sono stati tanti, che sono venuti allo stand e che, a volte anche aspettando un po, ci hanno dedicato il loro tempo.
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