Ebbene si abbiamo oltrepassato il valico austriaco!

Il primo impianto Wi-Fi Mesh N.A.A.W. based fuori confine è da oggi a Vienna presso la Street Light Engineering, una Società molto all’avanguardia con cui stiamo lavorando su un progetto di Digital Street Lighting di cui spero di poter parlare di più nelle prossime settimane.

Il mitico Fra ( con il LapTop ) a.k.a. The Digital Carpenter :) con gli amici della Street Light Engineering.

E pensare che un paio d’anni fa era solo un’idea…….
Secondo un recente studio della Enderle Group i laptop continuano la loro inarrestabile crescita sia in termini di diffusione che di incremento delle funzionalità e capacità multimediali.
Tuttavia pare che un freno significativo sia la mancanza di connettività a banda larga “nomadica” che di fatto limita significativamente l’efficacia di questi apparati.
Sempre secondo la Enderle Group il Wi-Max dovrebbe essere in questo senso la killer application, peccato però che ad oggi non si trovi un laptop Wi-Max “inside” e gli annunci di operatori che abbandonano questo tipo di tecnologia si susseguono.
Il Wi-Max a mio parere è un’ottima tecnologia trasmissiva ma, come sempre più spesso capita, è vittima della sua notorietà, sacrifica all’altare del mercato per alimentare le speranze di speculazione.
Forse sarebbe stato meglio presentarla per quello che in realtà è una tecnologia wireless a media distanza ( semplicemente perchè può usare potenze tramissive nettamente superiori al Wi-Fi ), efficace per la creazione di dorsali, facilmente integrabile al Wi-Fi o ad altre tecnologie wireless ma costosa sia per gli apparati necessari sia perchè richiede una licenza governativa, al contrario del Wi-Fi che è una risorsa libera.
La tecnologia Wi-Fi mesh è, a mio parere, una valida tecnologia per la copertura pervasiva di vaste aree geografiche che a volte possono arrivare anche a molte decine di km quadrati come nel caso della rete in Alta Langa.
Una delle applicaizioni più efficaci del Wi-Fi e in particolar modo del mesh sono i campus.
Per campus non intendiamo solo quelli Universitari ma in generale tutte quelle aree più o meno ampie che comprendono una serie di edifici collegati fra loro da spazi esterni ( giardini, viottoli, passaggi, ecc. ) e in cui vi è una vita professionale e personale di una certa intensità.
Quindi è il caso degli Ospedali, dei Distretti Industriali, dei Centri Uffici, delle Grandi Aziende che si sviluppano su più edifici e stabilimenti ( pensiamo ad esempio grandi aziende come la Microsoft o Mediaset ) e ovviamente le Scuole e le Università.
In tutte queste situazioni siamo spesso in presenza di personale che si deve spostare da un edificio all’altro avendo bisogno magari di mantenere la propria reperibilità sul numero interno o in molti casi la connettività a banda larga in modo continuativo.
Inoltre nell’area del campus vi potranno essere telecamere di sorveglianza, totem multimediali e gli stessi pali della luce che grazie al portable mesh potranno diventare a loro volta nodi di rete in grado di ricevere ma al contempo ripetere il segnale.
Come Wi-Next abbiamo già fatto alcune esperienze come ad esempio nel Campus dell’Università degli studi di Torino o nel Campus Riberis, appena consegnato, nell’ex ospedale militare di Torino oggi trasformato in alloggi per gli ufficiali impegnati negli studi.
Volevo segnalare però alcuni casi applicativi molto interessanti nel campo ospedaliero che sono stati sviluppati negli Stati Uniti e in particolar modo nel campus della North Carolina Baptist Hospital e della Wake Forest University School of Medicine and Brenner Children’s, un complesso che conta oltre 1.300 letti, in cui è stata sviluppata una rete wireless piuttosto vasta grazie alla quale il personale medico e paramedico degli ospedali è in grado di comunicare ed interagire non solo fra di loro ma addirittura con le macchine diagnostiche a loro volta collegate in Wireless.
I vantaggi però non si sono fatti sentire solo dal punto di vista dell’operatività ma anche dell’ottimizzazione dei costi se si tiene conto che ad esempio l’aver reso tutto wireless ha fatto risparmiare circa 100.000 Dollari solo grazie all’eliminazione della cablatura fissa delle 120 postazioni della scuola e i relativi switch e porte ethernet.
Non sono stati rilasciati dati su altri risparmi ottenuti ma tenendo conto dei 1.300 letti e dei vari edifici che compongono il campus ho la sensazione che l’investimento effettuato si ripagherà piuttosto velocemente.
Potete leggere un lungo articolo su Sci-Tech Today
Di seguito invece un piccolo powerpoint riportante alcune nostre soluzioni e soprattuto il nostro punto di vista sulle modalità di realizzazione e sulle applicazioni possibili delle reti wireless su vaste aree.
Google continua la battaglia contro le reti televisive e i produttori di microfoni wireless per l’utilizzo dello spettro di frequenze conosciuto come white spaces e cioè lo spazio non utilizzato che c’è fra due frequenze utilizzate ( in questo caso le trasmissioni TV e i microfoni wireless ).
Ne abbiamo parlato qualche tempo fa in questo post
E’ di questa settimana il lancio diFreetheairwaves.com il sito con cui Google intende promuovere l’importanza di liberalizzare questo spettro per realizzare reti wireless a banda larga a basso costo e soprattutto estremamente pervasive sul territorio perchè utilizzanti frequenze basse ( una porzione dei 700 Mhz ).
L’utilizzo di queste frequenze per la creazione di reti wireless a banda larga sarebbe auspicabile se non indispensabile per lo sviluppo di quelle “autostrade digitali” di fondamentale importanza per la lotta al digital divide.
Via Wireless Weblog
Si chiude oggi l’IFA2008 a Berlino l’evento fieristico dove si danno appuntamento i principali brand della Consumer Electronics mondiale.
Le novità e le curiosità sono state tante ma ne vogliamo riportare una per tutte.
Nella sezione della Home Appliances era possibile prendere un buon caffè e contemporaneamente leggere tutte le informazioni sullo stesso grazie ad un sistema informativo che consentiva, attraverso la lettura di un piccolo TAG posto sotto la tazzina, di visualizzare su uno schermo touchscreen a cristalli, che fungeva da tavolino, testi, video, foto sulle origini e sulle caratteristiche del caffè scelto.
Il consumatore poteva interagire con le informazioni e da qui a poter condividere l’opinione di altri sull’aroma del caffè o sui luoghi da cui provengono i chicchi, grazie ai tag che hanno potuto lasciare durante la loro sosta al tavolino, il passo è breve.
Via CrunchGear

Il tema della Net Neutrality riempie sempre le pagine dei principali siti e blog che parlano della rete e delle sue implicazioni sociali ed economiche.
Dopo la decisione di Comcast di limitare il traffico disponibile per ogni cliente a 250 Gb/mese per evitare congestioni sulla rete, la discussione si è fatta, se possibile, ancora più accesa.
Sul caso Comcast personalmente penso ci sia stata una reazione un po esagerata perchè non penso che per la maggior parte delle persone collegate 250 Gb/mese sia un limite inaccettabile.
Diverso il caso in cui l’operatore limita l’uso di alcune funzionalità o l’accesso ad alcuni siti perchè ritenuti “sconvenienti” per ragioni tecniche o ancora peggio politiche o sociali.
Indubbiamente mantenere la rete libera è fondamentale per incentivare l’innovazione e per dare la possibilità a tutti di poter accedere ai contenuti della rete, ma penso sia necessario riflettere sul fatto che in realtà pochi player sulla rete determinano la maggior parte del traffico determinando così possibili oligopoli che nel tempo potrebbero discriminare di fatto l’accesso alla rete ai player più piccoli.
Penso sia quindi determinante far si che gli utenti possano accedere alla rete in modo libero e neutrale ma al contempo ritengo necessario riflettere su come scongiurare posizioni di netta predominanza in grado di risucchiare le risorse e rendere l’accesso di nuovi player molto più difficile.
Si potrebbe pensare ad esempio ad una sorta di impegno da parte dei grandi player ( google, facebook, myspace, yahoo!, ecc. ) ad abbattere il proprio impatto attraverso l’immissione di nuove risorse sulla rete a disposizione dei piccoli che devono crescere.
Comunque su Opposing Views su può seguire un interessante dibattito fra punti di vista autorevoli ma diversi proprio sul tema della Net Neutrality.
Via TechCrunch
Comics by Geek and Poke
Non sei soddisfatto della tua ADSL? da oggi dovresti poterla cambiare. Il “dovresti” è d’obbligo trattandosi di portabilità fra le varie telecom, ma grazie alla Delibera 274/07/CONS entrata in vigore dopo un lungo tavolo di trattative tecniche fra i provider, i clienti insoddisfatti potranno richiedere la portabilità della propria linea di accesso dati.
Si tratta sicuramente di una buona opportunità per i piccoli provider nella speranza che da un lato sappiano cogliere l’occasione e dall’altra possano operare in un meccanismo sano e senza intoppi.
Su i-dome potete trovare maggiori informazioni.

Non sembra avere grandi prestazioni ma ad avere 600 $ in avanzo varrebbe la pena tenerlo sulla scrivania.
Il nuovo Commodore Laptop.
Via Gizmo News
Continua il fermento intorno allo sviluppo di soluzioni Wi-Fi per l’automotive. Dopo l’annuncio di Chrysler e del suo sistema U-Connect, Microsoft rilancia presentando una nuova tecnologia di trasmissione wireless Vi-Fi ( Vehicle Wi-Fi ).
La tecnologia sviluppata in collaborazione con l’Università del Massachusetts e quella di Washington promette la possibilità di rimanere connessi in movimento anche a velocità superiori ai 50 km/h risolvendo di fatto, a detta loro, il problema dell’Handoff ovvero della caduta di connettività che avviene nel passaggio da una cellula all’altra. ( problema che a volte accade anche con la telefonica cellulare ).
Non è dato sapere come funzioni esattamente questo nuovo protocollo ma dalle poche informazioni che stanno circolando sembra che la tecnologia sviluppata consenta al client di parlare contemporaneamente con più celle Wi-Fi che a loro volta sono in grado di trasmettere i pacchetti anche separatamente verso il gateway centrale che possiede l’intelligenza per ricomporre la sequenza dei pacchetti e invarla verso la rete ( e viceversa ).
La promessa di Microsoft e dei ricercatori sembrerebbe quindi essere una via di mezzo fra le tecnologie mesh e il network coding anche se in realtà le risicate informazioni non fanno riferimento alla comunicazione car2car e quindi alla possibilità di rendere ogni auto un nodo di rete attivo a sua volta.
Il sistema è stato sperimentato, sembra con successo, in un’area limitata ma i ricercatori coinvolti dal progetto hanno già programmato insieme alla Microsoft un nuovo test su un’area più estesa.
Staremo a vedere ma nel frattempo nutro molte perplessità sullo sviluppo di protocolli proprietari che seppur basati sul Wi-Fi tendono a frammentarne l’efficacia creando tanti piccoli isolotti che fra loro non si parlano. Continuo a pensare sia imprescindibile lo sviluppo di sistemi di trasmissione standard in grado di interagire fra loro e soprattutto di proprietà di nessuno.
Comunque dai commenti sull’articolo di Daily Tech si evince che ad avere successo è stata più la foto della signorina ( che ho prontamente riportato anch’io ) che l’annuncio della nuova tecnologia….. è sempre la solita storia….
Nella città di San Francisco è in corso una sperimentazione su alcuni BUS pubblici su cui è stata installata un’architettura Wi-Fi Cisco.
Il progetto è ambizioso e prevede nei prossimi mesi di espandere la funzionalità a tutti i Bus della città che saranno equipaggiati anche di schermi touch screen su cui sarà possibile ricevere informazioni sul traffico, sugli orari e note turistiche della zona.
Inoltre gli sviluppi futuri prevedono anche allarmistica collegata ai vigili del fuoco, alla polizia e soprattutto un sistema di avviso contro le collisioni.
La nota dolente però è il costo : 10.000 Dollari a Bus solo per la rete di connettività e i touchscreen……..
Per adesso è un investimento della Cisco ma chiaramente lo sviluppo sarà a carico della compagnia pubblica.
Magari mi sbaglio ma ho la sensazione sia un costo un po elevato tenendo conto di tutti i Bus che una città come San Francisco può avere.
Mi viene il dubbio che si possa realizzare la stessa cosa con un costo decisamente inferiore e soprattutto un modello di business che tenga conto del reale utilizzo che i cittadini e la compagnia ne potrà fare.
Via San Francisco Business Times
Foto Credit : Spencer Brown
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