Ieri durante l’evento Frontiers of Interaction che si è svolto a Torino, è stata trasmessa un’interessante intervista di Robin Good ad Howard Rheingold, uno dei pionieri e visionario dell’era della partecipazione, autore di Smart Mobs, Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura, un libro che ha rappresentato un passaggio fondamentale per la cultura della generazione bottom up.
Ritengo molto interessante la riflessione di Rheingold sul significato di Digital Divide che deve essere considerato ormai un divario sociale prima che tecnologico.
Condizione imprescindibile per la crescita economica e sociale del Mondo è l’accesso dei popoli all’informazione nel modo più neutrale possibile e per questo motivo non avere accesso alla rete per i prossimi anni potrebbe significare per le zone interessate vedere il prorio divario sociale aumentare in modo irreversibile rispetto le aree digitalizzate.
In questo contesto sicuramente le tecnologie di comunicazione mobile possono giocare un ruolo fondamentale ma sono sfortunatamente soggette ad un controllo dall’alto degli operatori telefonici che certo non possono essere considerati delle Onlus.
La vera sfida quindi continua a giocarsi su due binari paralleli : da un lato la costruzione di tecnologie di accesso pervasive e a bassissimo costo per garantire un accesso il più democratico possibile e dall’altro una costate azione di educazione per imprimere nella società i presupposti per un uso consapevole delle tecnologie.
Nicola ( www.winext.eu )
Mi fa piacere segnalare il podcast dell’intervista rilasciata a Radio Emilia Romagna durante la manifestazione Research 2 Business a Bologna.
Ci tengo a ringraziare per la sua simpatia e cortesia Federico Lacche di Radio Città del Capo
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