Questi giorni sono stati caratterizzati da una serie di importanti eventi storici, l’elezione del primo Presidente USA di colore, l’incontro avvenuto fra il Papa e i rappresentanti delle comunità mussulmane e soprattutto l’uscita di scena di G.W. Bush, ma ai più è passato inosservata un’importante decisione destinata a cambiare profondamente il futuro delle trasmissioni broadband wireless.

La FCC ha deciso di liberalizzare la porzione di spettro sui 700Mhx conosciuta come White Spaces, ovvero quella parte di spettro adibita a fare da “intercapedine” libera fra due frequenze in uso da altri dispositivi, in questo caso i microfoni wireless e le trasmissioni in analogico delle TV.

La decisione è frutto di un’incessante attività di lobbing portata avanti da compagnie del calibro di Google, Microsoft, Intel e Dell, contrapposti ai grandi broadcaster e ai produttori di apparati microfonici wireless, iniziata subito dopo l’assegnazione della licenza sui 700Mhz assegnata a Verizon per la modica cifra di 4,2 Miliardi di Dollari.

Con questa decisione la FCC ha aperto la strada ad una nuova era delle trasmissioni broadband senza fili, dando vita anche ad un nuovo mercato che potrebbe in termini di volumi e valore generato anche superare il successo del Wi-Fi e questo grazie alla possibilità di avere accesso gratuitamente e liberamente ad una porzione di frequenza in grado di sopperire proprio ai problemi “fisici” del wi-fi e con costi decisamente inferiori ( al netto delle avidità dei singoli produttori ).

Il basso costo dei devices e il libero accesso sono stati i due ingredienti che hanno determinato il successo planetario del Wi-Fi, nonostante appunto i non pochi limiti di questa tecnologia, e si può presupporre che presto vedremo sul mercato statunitense i primi devices in grado di interagire con questa tecnologia, primi fra tutti presumibilmente gli smartphone Android, i laptop Dell, che ha annunciato il giorno stesso della decisione della FCC di avere già in cantiere i primi portatili “White Spaces”, e i router “White Spaces”. ( perché no prodotti da Wi-Next J )

Non sarà una strada facile visti gli interessi in ballo, primo fra tutti Verizon che certo non sarà felice di questa decisione visto l’esborso appena fatto, ma si tratta di una vittoria importante per quelle popolazioni che vivono nelle aree digital divise e che con le tecnologie attuali si fatica a servire.

La speranza adesso è, come accaduto con il Wi-Fi, anche il resto del pianeta decida di aprire a questa opportunità ma i tempi temo saranno comunque lunghi visti gli interessi gravitanti intorno a tecnologie proprietarie come il Wi-Max, appena affacciatosi sul mercato e le tecnologie broadband 3G che stanno guidando in questo periodo la crescita dei ricavi degli operatori mobili.

Spero che questa volta l’Europa non si faccia cogliere impreparata e, cosciente del fatto che siamo d’avanti ad una strada senza ritorno, possa giocare un ruolo da protagonista nello sviluppo di questo nuovo mercato aperto.

Per approfondimenti :
Intervista a Sascha Meinrath sul blog di Wired
Post su PCWorld

Il Wi-Fi in auto con Microsoft


Continua il fermento intorno allo sviluppo di soluzioni Wi-Fi per l’automotive. Dopo l’annuncio di Chrysler e del suo sistema U-Connect, Microsoft rilancia presentando una nuova tecnologia di trasmissione wireless Vi-Fi ( Vehicle Wi-Fi ).

La tecnologia sviluppata in collaborazione con l’Università del Massachusetts e quella di Washington promette la possibilità di rimanere connessi in movimento anche a velocità superiori ai 50 km/h risolvendo di fatto, a detta loro, il problema dell’Handoff ovvero della caduta di connettività che avviene nel passaggio da una cellula all’altra. ( problema che a volte accade anche con la telefonica cellulare ).

Non è dato sapere come funzioni esattamente questo nuovo protocollo ma dalle poche informazioni che stanno circolando sembra che la tecnologia sviluppata consenta al client di parlare contemporaneamente con più celle Wi-Fi che a loro volta sono in grado di trasmettere i pacchetti anche separatamente verso il gateway centrale che possiede l’intelligenza per ricomporre la sequenza dei pacchetti e invarla verso la rete ( e viceversa ).

La promessa di Microsoft e dei ricercatori sembrerebbe quindi essere una via di mezzo fra le tecnologie mesh e il network coding anche se in realtà le risicate informazioni non fanno riferimento alla comunicazione car2car e quindi alla possibilità di rendere ogni auto un nodo di rete attivo a sua volta.

Il sistema è stato sperimentato, sembra con successo, in un’area limitata ma i ricercatori coinvolti dal progetto hanno già programmato insieme alla Microsoft un nuovo test su un’area più estesa.

Staremo a vedere ma nel frattempo nutro molte perplessità sullo sviluppo di protocolli proprietari che seppur basati sul Wi-Fi tendono a frammentarne l’efficacia creando tanti piccoli isolotti che fra loro non si parlano. Continuo a pensare sia imprescindibile lo sviluppo di sistemi di trasmissione standard in grado di interagire fra loro e soprattutto di proprietà di nessuno.

Comunque dai commenti sull’articolo di Daily Tech si evince che ad avere successo è stata più la foto della signorina ( che ho prontamente riportato anch’io ) che l’annuncio della nuova tecnologia….. è sempre la solita storia….

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