Secondo una recente indagine svolta da JiWire gli hot spot pubblici in particolare negli Stati Uniti risultano ancora in inarrestabile crescita. Cambia anche sempre di più il tipo di device con cui ci si collega e infatti circa il 56% degli utenti di hot spot pubblici dichiarano di collegarsi con un telefono portatile o altro device mobile.
Anche i collegamenti attraverso consolle di gaming come la PSP o il Nintendo DSI vivono un trend positivo anche grazie alla possibilità di navigare e giocare sulle piattaforme multiplayer.
L’ultima tendenza è quella del Free Wi-Fi sponsorizzato dai grandi brand come Google, Microsoft e Yahoo! che sponsorizzano gli hot spot offrendo connettività gratuita, vedremo nei prossimi mesi se si tratterà di un trend che coinvolgerà anche altri brand magari di largo consumo o meno. D’altronde sicuramente il pubblico che si collega con il proprio portatile o apparecchio mobile ad un hot spot rappresenta potenzionalmente un target alto spendente e attento a determinati prodotti e servizi.
In Italia nonostante la normativa in essere gli hot spot confermano la loro crescita anche in luoghi non pensabile fino a poco tempo fa come ad esempio campeggi e stabilimenti balneari. D’altronde proprio l’aumento di apparati mobili ultrportatili come le consolle di gaming e gli stessi iPhone fanno presupporre una modalità di utilizzo sempre più nomadica e di impulso.
Wi-Next, insieme con il business Partner Radiolan, presenterà la propria soluzione Hot Spot in occasione di Balnearia 2010, la fiera dedicata al mercato del turismo ed in particolare il turismo balneare e all’aria aperta.
Per saperne di più sull’indagine di JiWire clicca qui
Comunicato Stampa
Dopo il successo riscontrato allo SMAU di Milano, Wi-Next presenta all’Expo Comm di Roma la nuova linea di apparati Wi-Fi Connect CPE e i router mesh da indoor Naawigo
Milano, 18 novembre 2008 – Wi-Next, la società torinese impegnata nello sviluppo di soluzioni wi-fi mesh semplici e sicure contro l’esclusione dall’accesso a Internet, in occasione del prossimo Expo Comm di Roma, la prima edizione italiana di uno dei più importanti eventi internazionali nel settore delle telecomunicazioni, lancia la nuova linea di CPE Connect e presenta al mercato in anteprima i nuovi router mesh Naawigo.
Continua la crescita della start up nata da un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino che ha sviluppato il software N.A.A.W., un firmware innovativo per lo creazione di reti wireless mesh.
Dopo il lancio a inizio anno delle linee di prodotti N.A.A.W. Enterprise e N.A.A.W. Xtend, apparati outdoor ideali per la creazione di reti wi-fi mesh di grandi dimensioni, e del N.A.A.W. Connect, una soluzione CPE per il collegamento di ambienti domestici e aziendali a reti wireless outdoor, presenta al mercato la nuova linea di router indoor Naawigo.
Il Naawigo è un router 802.11b/g ( 2,4 Ghz ) e rappresenta la soluzione ideale per la creazione di reti wireless indoor mesh completamente auto configuranti e soprattutto economiche, grazie al software N.A.A.W. Embedded che consente di ottenere coperture pervasive anche su superfici di notevoli dimensioni in modo semplice ed automatico.
Altra importante novità sono i tre nuovi N.A.A.W. Connect che Wi-Next lancerà dai primi di dicembre e che andranno a completare l’offerta di apparati CPE per la connessione della propria abitazione o del luogo di lavoro con reti wireless offerte da Wisp o operatori broadband.
“Con i nuovi N.A.A.W. Connect e Naawigo abbiamo voluto completare la nostra offerta di apparati mesh – afferma Nicola De Carne Amministratore di Wi-Next – ma continueremo nei prossimi mesi presentando al mercato altri nuovi prodotti che stiamo sviluppando anche in collaborazione con importanti Vendor mondiali”
Ma l’evento romano sarà anche l’occasione per continuare la promozione del Wi-Next Business Partner Program e per incontrare i numerosi System Integrator e Wisp del centro sud che hanno già fatto richiesta di entrare nel programma di affiliazione della Società torinese.
“A poche settimane dal lancio, il Wi-Next Business Program – continua Nicola De Carne - rappresenta già una rete di professionisti capillare sul territorio e in grado di sviluppare nuove soluzioni di connettività broadband uniche sul mercato e di sicura efficacia per i propri clienti.”
Per maggiori informazioni sul Wi-Next Business Partner Program : www.winext.eu/business_partner
IL SOFTWARE N.A.A.W. E I PRODOTTI N.A.A.W. BASED
N.A.A.W. (Nuovo Apparato Autoconfigurante Wireless) è il nome del software, sviluppato grazie alla stretta collaborazione con il Politecnico di Torino, che permette di creare una reti wireless, senza limiti geografici o infrastrutturali, in modo veloce, automatico e economico.
Wi-Next offre oggi una delle più complete soluzioni, sviluppata completamente in Italia, per la creazione di reti wireless mesh a banda larga :
• N.A.A.W. Enterprise, dispositivi wi-fi mesh per la creazione di reti mesh estese
• N.A.A.W. Xtend, dispositivi wi-fi mesh per ampliare in modo semplice la copertura di una rete mesh
• N.A.A.W. Connect, dispositivi wi-fi mesh per collegare ad una rete wireless il proprio ambiente domestico o professionale
L’offerta di dispositivi N.A.A.W. è corredata da due applicazioni di controllo web based fondamentali per una corretta gestione delle reti e degli utenti :
• Herdboy : per il monitoraggio e la gestione delle reti wireless
• Doorman : per la gestione e il controllo degli utenti e degli accessi
CHI E’ WI-NEXT
Wi-Next, nata dal lavoro di un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, è una Società italiana in rapida espansione specializzata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti Wi-Fi mesh per la creazione di reti wireless istantanee, automatiche, affidabili e soprattutto economiche.
Sviluppiamo prodotti e servizi di semplice implementazione, facili da usare, economici che consentano la creazione di reti broadband wireless e, soprattutto, in grado di garantire la massima estensione delle coperture e delle funzionalità grazie all’applicazione di un’avanzata soluzione mesh e l’utilizzo di piattaforme open.
Wi-Next è all’interno dell’Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino e ha vinto l’ultima edizione del premio Start2Business di Bologna, iniziativa finalizzata alla valorizzazione di start-up con forte base tecnologica e a elevato contenuto di conoscenza.
Per ulteriori informazioni: www.winext.eu
Ebbene si abbiamo oltrepassato il valico austriaco!

Il primo impianto Wi-Fi Mesh N.A.A.W. based fuori confine è da oggi a Vienna presso la Street Light Engineering, una Società molto all’avanguardia con cui stiamo lavorando su un progetto di Digital Street Lighting di cui spero di poter parlare di più nelle prossime settimane.

Il mitico Fra ( con il LapTop ) a.k.a. The Digital Carpenter :) con gli amici della Street Light Engineering.

E pensare che un paio d’anni fa era solo un’idea…….

Quella nella foto è la nuova antenna Wi-Fi integrata 2,4 e 5 Ghz che abbiamo progettato e realizzato per i nostri nuovi apparati da outdoor.
Ai più chiaramente potrà dire poco ma non mi imbarazza ammettere che per me è un emozione vera vederla dopo settimane di studi e progetti.
Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato in Wi-Next e ai partner esterni che ci hanno supportato.
Nicola
Wi-Next è nata sulla convinzione che le reti wireless debbano nascere dal basso in modo democratico come l’accesso che devono garantire.
A dire la verità il primo anno è stato abbastanza difficile farsi ascoltare senza vedere dei sorrisi, forse più soghigni, spuntare sulle facce dei grandi esperti di rete che ci ascoltavano.
Ma il tempo, nel nostro piccolo, ci sta dando ragione e sempre più il concetto di reti bottom up sta uscendo dalla sfera della visione da topi di laboratorio o di garage, ad una realtà sempre più concreta in grado di rispondere alle esigenze sempre più importanti di connettività a banda larga.
Penso che il progetto che abbiamo e stiamo tuttora continuando a sviluppare in Sardegna nella zona del Montiferru sia la miglior testimonianza possibile di questo spirito che si basa sempre più spesso sulla volontà ferrea di chi decide di non fermarsi davanti alla burocrazia del paese e soprattutto davanti alle motivazioni delle grandi telecom e dei vendor che interpretano le reti cittadine a misura del proprio business plan più che sulle esigenze del territorio e dei cittadini ( e le due cose non obbligatoriamente vanno in contrasto una con l’altra ).
Oggi un grappolo di paesini della Sardegna fra cui Scano di Montiferro, Cuglieri, Tresnuraghes, Sennariolo, possono avere accesso alla banda larga grazie alla visione e soprattutto alla tenacia di una persona che ha deciso appunto di creare progetti importanti per la collettività, Giuseppe Rosa.
Giuseppe ha il merito soprattutto di aver dato vita a Montiferru, paesino di meno di 2.000 abitanti in provincia di Oristano, il primo corso di laurea di primo livello in Ingegneria Informatica creando un vero e proprio distaccamento del Politecnico di Torino sotto il nome di Centro Multimediale Montiferru.
Non soddisfatto di questo risultato, che lascio solo immaginare quanto è stato importante per i giovani residenti, e conscio della necessità di fornire un collegamento serio alla rete per promuovere la crescita di realtà imprenditoriali nella propria zona, si è rivolto qualche mese fa a noi per capire come poter creare a basso costo un’infrastruttura di rete Wireless in grado di coprire inizialmente un gruppo di paesi e poi di espandersi anche grazie al reinvestimento degli introiti che sarebbero giunti dai servizi erogati sul territorio.
Ad oggi la rete Wireless di Giuseppe, così mi piace chiamarla, sta espandendo con successo la sua copertura e l’unico freno ad uno sviluppo molto più veloce sia in termini di copertura che di clienti è la cronica scarsità di fibra in quella parte di Sardegna.
Ma Giuseppe non si è fermato neanche d’avanti all’assenza di corrente elettrica alimentando alcuni apparati con sistemi fotovoltaici ed eolici, dando anche un esempio piccolo ma concreto di utilizzo delle energie alternative per alimentare sistemi di telecomunicazione.
Sfruttare le risorse naturali e inesauribili del territorio, come aria e sole, per dar vita ad una rete che consenta di abbattere i confini di quel territorio. ( ditemi se non è affascinante )
La perspicacia, il lavoro, la tenacia e soprattutto l’umilta di persone come Giuseppe sono in grado di dare vita a quello che mille annunci di governanti e di grandi aziende non sono spesso in grado di fare, perchè vanno molto oltre i proclami e mirano alla reale soluzioni di un problema che chi governa sembra non riuscire a prendere in considerazione e cioè la pericolosità del divario sociale e culturale.
L’auspicio e soprattutto il nostro impegno è quello di aiutare Giuseppe e tutte le persone che hanno il suo spirito, a dare vita a questo tipo di iniziativa, orgogliosi di farne parte con i nostri apparati e con il nostro lavoro a cui questi risultati danno un senso.
Nicola ( www.winext.eu )
Qualche settimana fa abbiamo presentato i nostri nuovi apparati N.A.A.W. Wi-Fi Mesh per la creazione di reti wireless geografiche, di seguito riporto il link sul sito di Wi-Next.
In questo post più che sulle caratteristiche tecniche di trasmissione e le peculiarità mesh dei prodotti, vorrei soffermarmi sul processo che ha portato alla loro progettazione e realizzazione e su quello per cui andiamo particolarmente orgogliosi ovvero che, a eccezione delle schede madri, sia stato tutto ideato, progettato e realizzato in Italia e in particolar modo in quello che una volta era uno dei grandi poli dell’innovazione tecnologica, Ivrea e l’Olivetti.
Ci sono voluti molti mesi di studio, passione e tanta pazienza per realizzare quelle scatole a forma di casco di Darth Vader ma vedere che i vari pezzi e particolari prendono forma, prima come idea, poi il disegno e poi fisicamente nelle proprie mani è sicuramente un’esperienza che vale la fatica.
Il guscio, Darth Vader appunto, è stato completamente disegnato al nostro interno e realizzato da un’azienda del varesotto che detiene un particolare brevetto per la produzione in un unico blocco del polietilene. Questo ha consentito di creare un guscio piuttosto articolato in un unico pezzo e quindi in grado di resistere maggiormente agli agenti atmosferici e alle escursioni termiche.
Le antenne integrate sono state disegnate, direi quasi cesellate, da un vero e proprio artista ingegnere che ha dedicato molte ore alla progettazione e alla realizzazione dei primi prototipi che fossero in grado di funzionare a 2,4 e 5 Ghz in modalità combinata. ( cosa che gli addetti sanno non essere cosi semplice ).
Il tutto, compresa una speciale meccanica in grado di rendere modulabile il numero di schede interne, è stato ingegnerizzato e reso possibile grazie alla profonda conoscenza tecnologica ancora viva e pulsante che permea Ivrea, ovvero uno dei posti storici dove nacque quella che poteva essere la più grande avventura tecnologica italiana e che ha dato i natali ai grandi manager delle telecomunicazioni oggi seduti sulle poltrone di comando di mezzo mondo tecnologico.
L’Olivetti è stata per anni bistrattata e sottovalutata nei confronti dei colossi come la IBM ma in realtà ha rappresentato per questo paese un’occasione mancata per essere a livello dei grandi paesi digitali e che hanno fatto della ricerca e sviluppo un pilastro della propria economia.
Ma l’Olivetti, come altri poli di eccellenza che oggi praticamente non esistono più, ha lasciato evidenti tracce nel tessuto produttivo e tecnologico di questo paese e ancora oggi esistono interi distretti che continuano a produrre innovazione e business grazie a un bagaglio di conoscenza preservato da singoli uomini che ne hanno impedito la dispersione.
E nel nostro piccolo abbiamo la fortuna di farne parte, umilmente con i nostri prodotti che sono nati come idea, da alcuni ritenuta folle, e che oggi sono realtà grazie all’unione di piccole eccellenze che contribuiscono però a rendere questo paese una terra non solo di santi e di poeti ma anche di scienza e innovazione che fa la differenza nel mondo.
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