La Net Neutrality nel 2009


Sidecut Reports ha rilasciato gratuitamente un  Executive Summary interessante sui possibili sviluppi delle battaglie sulla Net Neutrality in corso negli Stati Uniti fra le telecom e i service provider.

Partendo dall’interminabile battaglia legale fra la Comcast e Bit Torrent la prima convinta del suo diritto a limitare l’uso del P2P sulle proprie reti, la seconda assolutamente intenzionata a far valere i diritti di quanti vogliono usare liberamente i software di scambio, il report si sviluppa attraverso pochi ma interessanti capitoli facendo emergere a mio parere un fattore importante e cioè la necessità di trovare un compromesso fra il diritto di accesso e utilizzo della rete in modo neutrale e l’altrettanto diritto delle telecom di poter gestire le proprie reti per tutelare gli investimenti.

In particolar modo questo è vero per le telecom locali e i Wisp di piccole o medie dimensioni che spesso, purtroppo, per far quadrare i conti devono obbligatoriamente limitare l’uso di applicazioni P2P o Voip che inevitabilmente assorbono risorse importanti.

Potete scaricare il report gratuitamente dal sito della Sidecut o se non avete voglia di lasciargli i vostri dati cliccate qui e scaricatela direttamente :)

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  • Ho letto con grande interesse il discorso che Viviane Reding, Commissario Europeo incaricato della società dell’informazione e dei media, ha tenuto a Dublino il primo ottobre scorso in occasione della Conferenza Annuale del ComReg, l’organismo di controllo e gestione delle telecomunicazioni in Irlanda, dedicata non a caso al tema del digital dividend ovvero l’utilizzo dello spettro liberato dal passaggio delle trasmissioni televisive dall’analogico al digitale.

    Viviane Reding pone l’accento da subito sull’importanza di dedicare almeno una parte di questo spettro ad un uso open per lo sviluppo di quelle autostrade di trasmissione a banda larga fondamentali per rimanere al passo con lo sviluppo economico e sociale del Mondo intero.

    Il tema è sicuramente di estrema importanza strategica e in molte parti del mondo, con particolare riferimento alla guerra in corso negli USA e capitanata da Google, i governi e le istituzioni delegate al controllo degli spettri di trasmissione si stanno concretamente muovendo verso la destinazione di porzioni di spettro a bassa frequenza a un uso aperto che consentirebbe di coprire vaste aree geografiche a fronte di un utilizzo estremamente ridotto delle potenze di tramissione.

    Penso sia molto significativo un passaggio dell’intervento del Commissario lussemburghese che dice :

    “I firmly believe that it won’t be long before the high speed internet will be essential for a full participation in society – for social and family networking, for dealing with government on line, for e-commerce, for e-learning and for small rural businesses or getting job opportunities into the villages and hamlets. Can we afford not to take these opportunities, not just in Ireland but in all countries that have a big rural population that will otherwise be consigned to the slow lane of the web economy?”

    Ebbene questo tipo di messaggio dovrebbe toccare la sensibilità di ogni governo che abbia a cuore lo sviluppo non solo economico ma soprattutto sociale del proprio paese e che comprenda bene che non si può più prescindere dallo sviluppo di reti wireless a banda larga in grado di pervadere i territori e portare soprattutto nelle zone rurali la possibilità di essere collegati non solo al resto del mondo ma anche al piccolo mondo che ci circonda ogni giorno.

    L’Italia prima fra tutti, forse, dovrebbe attivarsi in questo senso ma purtroppo sul tema del Digital Dividend nel bel paese gli interessi in gioco sono troppo alti e prevalgono i poteri forti delle grandi compagnie broadcast e delle telecom a scapito della crescita della nostra società digitale.

    E’ da molto tempo ormai che con  Wi-Next portiamo avanti il nostro impegno per cercare di sensibilizzare le istituzioni italiane su un uso alternativo delle frequenze basse liberate dal Digital Dividend e di quelle in realtà già libere,  ma si è preferito dare alle telecom la prioprità su questi spettri per consentirgli forse di accellerare maggiormente il ritorno degli investimenti colossali fatti per l’UMTS.

    La Comunità Europea in un interessantissimo documento dello scorso novembre ha riportato le linee guida per un uso consapevole dello spettro liberato e il titolo stesso della pagina sta a significare il forte impegno delle istituzioni europee verso questo obiettivo : trarre il massimo beneficio dal dividendo digitale in Europa:
    un approccio comune all’uso dello spettro liberato dal passaggio al digitale
    .

    Se il nostro paese si sotrarrà a questo impegno potrebbe mettere i propri cittadini in una situzione di inferiorità digitale estremamente pericolosa per la nostra crescita economica e sociale prossima futura.

    Net Neutrality? Si ma come…..


    Il tema della Net Neutrality riempie sempre le pagine dei principali siti e blog che parlano della rete e delle sue implicazioni sociali ed economiche.

    Dopo la decisione di Comcast di limitare il traffico disponibile per ogni cliente a 250 Gb/mese per evitare congestioni sulla rete, la discussione si è fatta, se possibile, ancora più accesa.

    Sul caso Comcast personalmente penso ci sia stata una reazione un po esagerata perchè non penso che per la maggior parte delle persone collegate 250 Gb/mese sia un limite inaccettabile.

    Diverso il caso in cui l’operatore limita l’uso di alcune funzionalità o l’accesso ad alcuni siti perchè ritenuti “sconvenienti” per ragioni tecniche o ancora peggio politiche o sociali.

    Indubbiamente mantenere la rete libera è fondamentale per incentivare l’innovazione e per dare la possibilità a tutti di poter accedere ai contenuti della rete, ma penso sia necessario riflettere sul fatto che in realtà pochi player sulla rete determinano la maggior parte del traffico determinando così possibili oligopoli che nel tempo potrebbero discriminare di fatto l’accesso alla rete ai player più piccoli.

    Penso sia quindi determinante far si che gli utenti possano accedere alla rete in modo libero e neutrale ma al contempo ritengo necessario riflettere su come scongiurare posizioni di netta predominanza in grado di risucchiare le risorse e rendere l’accesso di nuovi player molto più difficile.

    Si potrebbe pensare ad esempio ad una sorta di impegno da parte dei grandi player ( google, facebook, myspace, yahoo!, ecc. ) ad abbattere il proprio impatto attraverso l’immissione di nuove risorse sulla rete a disposizione dei piccoli che devono crescere.

    Comunque su Opposing Views su può seguire un interessante dibattito fra punti di vista autorevoli ma diversi proprio sul tema della Net Neutrality.

    Via TechCrunch

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