Internet for Everyone


Ieri a New York si è tenuta una conferenza di presentazione di una campagna di sensibilizzazione chiamata Internet for Everyone, lanciata da alcuni dei più significativi esponenti della rete a livello mondiale come Jonathan Zittrain, Larry Lessig, Yochai Benkler e che si pone l’obiettivo di promuovere la diffusione di un accesso democratico ad Internet sul territorio americano.

Il gruppo di lavoro, partendo dalla triste considerazione che la patria che ha dato praticamente i natali ad Internet si ritrova al 15° posto a livello mondiale come penetrazione di Internet perdendo di fatto 11 posizioni dal 2001, tenta di creare i presupposti per la lotta al digital divide americano basando l’iniziativa su 4 principi base :

  1. L’accesso a banda larga in ogni casa
  2. Possibilità di scelta grazie ad un mercato competitivo
  3. Innovazione e quindi crescita economica e creazione di posti di lavoro grazie ad un maggior accesso alla rete
  4. Open Spectrum e quindi accesso libero e soprattutto democratico

Quanto riportato nella sezione Why Internet Matters è riconducibile a quanto stiamo vivendo in Italia, come sfortunatamente in buona parte del pianeta, e rappresenta un vero e proprio manifesto adottabile in ogni paese che voglia promuovere seriamente una crescita sostenibile dell’accesso alla rete.

Quanto dichiarato da Robin ChaseInternet non è essenziale come l’acqua ma sicuramente è essenziale come l’acqua calda” fa scattare un sorriso, anche se un po amaro, ma soprattutto deve far riflettere sull’importanza dell’accesso alla rete per un’ampia partecipazione alla vita sociale e produttiva del paese.

Il Digital Divide o meglio sarebbe chiamarlo Social Divide, non è solo una piaga che divide il nord dal sud del mondo ma una frattura strutturale all’interno degli stessi paesei, degli stessi popoli, in grado di creare in alcuni casi un vero baratro culturale e sociale che lascia sempre più isolati quanti non hanno accesso alla rete.

Qui potete trovare un bel post su ARSTechnica riferito all’evento di NY

Provo a lanciare un appello. Perchè non creare un Internet for Everyone in Italia? Diffondere la cultura digitale e soprattutto difendere il diritto ad un accesso democratico della rete è un dovere di tutti noi che ogni giorno la abitiamo.

Il Wireless del bel paese


In un articolo di qualche giorno fa Stefano Quintarelli sul suo Blog riporta dei dati decisamente interessanti riguardanti la crescita esponenziale del traffico dati in Finlandia su rete Wireless in cui emerge un dato eclatante e cioè che il traffico dati su rete wireless è aumentato del 1.300% e di questo il 92% è generato da PC a discapito di un misero 8% su rete cellulare.

Il mercato finlandese si sa è da sempre all’avanguardia per le telecomunicazioni senza filo, come peraltro tutti i paesi nordici come la Scandinavia e la Norvegia, dove durante un mio viaggio qualche anno fa mi collegavo gratuitamente nel 90% dei posti ( villaggi di pescatori compresi ) in cui mi fermavo.

Ma proprio qui sta il nodo.

Quintarelli al fondo del suo articolo riporta

Il wireless e’ sufficiente a soddisfare i bisogni di larga fetta degli utenti e verso questo si orienterà il mercato, sottraendo risorse alla rete fissa colpendo la sua remunerabilità. Il bisogno al lungo termine dell’economia del Paese non è soddisfatto dal mercato in presenza di competizione infrastrutturale e pertanto in assenza di pianificazione dell’interesse pubblico con il meccanismo delle concessioni presente nelle altre infrastrutture non replicabili.Prima ne prendiamo atto e prendiamo il toro per le corna, meglio è.

Il mercato delle telecomunicazioni wireless a banda larga in Italia vive una realtà piuttosto alterata sia da impianti burocratici e decreti legge che ne limitano fortemente lo sviluppo di fatto rendendo molto difficile se non impossibile dare accesso liberamente alle popolazioni, sia da un’oligarchia di consulenti più attenti agli interessi dei grandi vendor che non alle esigenze reali delle aree cittadine e soprattutto rurali a cui dovrebbero dare delle soluzioni.

Nel primo caso, cioè la burocrazia, l’Italia si “giova” di un decreto ( Pisanu ) che, nel nome della sicurezza e della prevenzione contro il terrorismo, impedisce di fatto l’accesso alle reti di copertura geografica, in particolar modo chiaramente quelle wireless,  costringendo i provider di banda larga e di connettività in genere a  complicate e spesso poco gestibili pratiche che scoraggerebbero anche il più stoico degli operatori.

Il primo risultato è che la connettività nomadica o particolari forme di promozione “virale” dei collegamenti wireless a banda larga non sono praticabili.

Secondo risultato : se volete connettervi in wireless, o vi fate un abbonamento agli hot spot degli operatori nazionali che offrono il servizio direttamente o attraverso società più o meno controllate o vi comprate una fantastica chiavetta USB HSDPA ( dove c’è….ma dove c’è? ) a costi notevolmente superiori ( con buona pace dei sostenitori della Net Neutrality ma via cellulare come il Prof. Fuggetta ).

Si rende indispensabile a mio parere, per poter creare i presupposti minimi per uno sviluppo almeno paragonabile a quello finlandese, abbattere questo paletto burocratico, per molti versi demagogico, che non solo non ritengo sia in grado di fermare eventuali malintenzionati ma sicuramente ha fatto e sta facendo l’interesse di alcuni.

Altro aspetto, non meno importante del primo, è l’atteggiamento di chi dovrebbe dare i giusti consigli agli amministratori per lo sviluppo di reti di informazione accessibili e democratiche in grado di dare un forte e concreto contributo alla lotta contro il digital divide.

Dando un’occhiata in giro non sembra che questo accada visto il proliferare di progetti di coperture geografiche e cittadine costruite a misura della tecnologia rappresentata e non delle esigenze delle popolazioni e del tessuto produttivo della zona.

Così assistiamo a progetti faraonici come quello di Milano il cui solo costo di progettazione pare sia stato deliberato con decina decine di migliaia di Euro di consulenze, e che poi non più di un anno dopo è stato ridimensionato almeno dieci volte il progetto originale ( e mi vien da dire grazie a Dio ).

La creazione di reti di copertura geografica o metropolitane che funzionino è un fatto più culturale che tecnologico e si rende necessario un cambiamento radicale di atteggiamento progettuale che preveda la costruzione di reti che si alimentino “dal basso” in base alle reali esigenze dell’area interessata e dei suoi abitanti e che attraverso un piano di sviluppo in grado di autosostenersi ottimizzi fortemente gli investimenti mettendo nelle condizioni gli operatori pubblici e privati del territorio e perchè no gli stessi cittadini interessati a partecipare all’investimento necessario.

Il bello è che poi i grandi consulenti fanno anche i convegni in cui si fanno pagare per essere ascoltati dal pubblico.

Viviamo in un bellissimo paese. ( pieno di tori da prendere per le corna )

  • 3 Comments
  • Nella categoria: Reti Cittadine
  • Larry Page vuole il white spaces


    Continua la lotta a suon di lobby di Google per la liberazione dell’uso del White Space, la porzione dei 700 Mhz attualmente utilizzata da una serie di apparati wireless professionali come i microfoni senza filo.

    La disputa vede la National Association Broadcaster e la Wireless Mic Manufacturer da un lato e la Wireless Innovation Alliance capitanata dal colosso di Mountain View.

    I primi sostengono che la liberazione dell’uso di detta porzione porterebbe al proliferare di apparati non professionali che senza un’accurata installazione e manutenzione porterebbe ad un “inquinamento” della frequenza con conseguente disastro per gli apparati di trasmissione attualmente autorizzati al funzionamento.

    I secondi invece ritengono che questo sia un finto problema che invece nasconde la volontà precisa di non aprire la possibilità ai milioni di utenti americani di usufruire di una connessione a bassissimo costo se non gratuita.

    In entrambe i casi chiaramente ci sono in ballo parecchi milioni di Dollari e la necessità per Google di trovare una piattaforma per l’espansione del suo Android ma quello che emerge sempre più prepotentemente è la necessità di creare delle infrastrutture di trasmissione broadband sempre più diffuse e soprattutto a basso costo in modo da incentivarne l’uso non solo per il privato cittadino ma anche per il tessuto produttivo che sarebbe così in grado di sviluppare nuovi modelli di business basati proprio sul open spectrum.

    Da ARS Technica

  • 3 Comments
  • Nella categoria: OpenSpectrum
  • Foto da Flickr

    • Antonio Cirone@Wi-NextBPD
    • Wi-Next Business Partner Day
    • Mancho in meeting@Wi-NextBPD
    • Indicazioni stradali
    • Wi-fighters all'opera
    • N.A.A.W. Enterprise in preparazione
    • N.A.A.W. nell'area test
    • Antenne_NAAW
    • Rete_Montiferru_2
    • HPIM1316
    • mancho&david
    • HPIM1311

    Articoli recenti

    Calendario

    Marzo 2010
    L M M G V S D
    « Feb    
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  

    Link a categoria lanci stampa Wi-Next

    Aggiungi a

    Add to My Yahoo!

    Add to Google

    Add to Technorati Favorites

    http://www.wikio.it


    Baner Wi-Next

    On Google Talk

    Mobile QR RSS