5 Nov
In seguito alla pubblicazione del documento della Commissione Europea per il Digital Dividend dello scorso luglio seguita dalla risoluzione pubblicata dal Parlamento Europeo in settembre in cui si indica la possibilità di dedicare almeno 100 Mhz del Digital Dividend al mobile broadband per consentire l’accesso alla rete in banda larga alla maggior parte possibile della popolazione europea, la discussione intorno alla riallocazione dello spettro lasciato libero dalle televisioni analogiche si è fatto caldo in tutto il vecchio continente.
A inizio ottobre inoltre il Commissario Europeo Viviane Reding ha ribadito questa posizione del Parlamento Europeo in un’interessante intervento tenuto a Dublino in occasione della conferenza annuale del ComReg.
Le due iniziative più interessanti nate dalle indicazioni di cui sopra si segnalano in Inghilterra e in Francia, nazioni da sempre attente alle tecnologie di trasmissione e spesso in prima linea nell’innovazione tecnologica e soprattutto digitale.
In UK la Ofcom, l’Ente regolatore britannico, nello spirito libertario che da sempre la contraddistingue nelle sue scelte, ha lanciato un bando in cui chiede di proporre idee innovative che utilizzino anche bande di frequenza attualmente non liberalizzate.
Non si fa esplicito riferimento al digital dividend ma ci si spinge più in la presupponendo anche la liberalizzazione di porzioni di frequenze attualmente in uso esclusivo del Governo ( in particolar modo del Ministero della Difesa ).
In pratica la OfCom dice : non siamo sicuri che legiferare prima sia corretto e non sappiamo quale porzione di frequenza sarebbe meglio liberalizzare per consentire dei modelli di business innovativi e quindi in grado di apportare vantaggi economici all’intero paese. Quindi proponeteci, fino al 18 dicembre, delle vostre idee applicative e quelle che verranno selezionate potranno utilizzare le frequenze indicate grazie ad una licenza speciale denominata appunto “Innovation License”.
Potete trovare maggiori informazione e scaricare il modulo per sottoporre la propria proposta dal sito del regolatore britannico.
Dall’altra parte della Manica il Governo francese ha deciso di dedicare una porzione invece del digital dividend alle comunicazioni elettroniche a banda larga così come indicato dal Parlamento Europeo.
La porzione scelta è di 72 Mhz fra i 790 Mhz e gli 862 Mhz e secondo uno studio commissionato dall’Ente regolatore francese ARCEP, l’uso di questa porzione per la creazione di sistemi mobili di trasmissione broadband apporterà all’economica francese oltre 25 Miliardi di Euro in più rispetto all’esclusiva applicazione per le trasmissione audiovisive.
La riallocazione di queste frequenze dovrà avere luogo entro il 2012, secondo quanto indicato nel piano voluto da Eric Besson, Responsabile dell’innovazione digitale del Governo francese, e si pone l’obiettivo di portare la banda larga mobile al 99% della popolazione francese.
La nota dolente sta nel fatto che nel documento non si fa il minimo riferimento a possibili liberalizzazioni di questa porzione di frequenza facendo specifica menzione al possibile rilascio di una quarta licenza 3G dedicata agli operatori telefonici e assegnata attraverso asta.
Indubbiamente gli interessi intorno al tema del digital dividend sono molto alti e la tentazione dei grandi operatori broadcast di ripetere lo stato di monopolio già ottenuto in precedenza sulle frequenze dell’analogico è molto alta, ma diventa necessario, per garantire l’accesso alla banda larga alla maggior parte della popolazione e del tessuto produttivo, seguire le indicazioni della Commissione Europea e considerare addirittura la liberalizzazione per consentire un libero accesso a questa opportunità anche da parte dei piccoli operatori, così come proposto da Google durante l’asta per i 700Mhz negli USA.
L’accesso libero a porzioni di frequenza significa aprire il mercato alla vera concorrenza dando la possibilità ai piccoli operatori e vendor di apportare innovazione e creatività indispensabili per una crescita continua dell’economia e fondamentali anche per spronare gli stessi incumbent verso la ricerca e lo sviluppo dei propri prodotti.
L’auspicio è che la decisione presa dal Governo francese trovi un seguito negli altri stati membri, anche dove gli operatori broadcast rappresentano un potere economico e politico forte come in Italia, per consentire una crescita armonica del mercato digitale e per la creazione di una sorta di trattato di Schengen digitale che consenta il libero accesso e la libera circolazione all’interno di una rete mobile broadband europea.
Ma l’augurio profondo è che la Commissione Europea indichi nella possibile liberalizzazione di porzioni di frequenze una strada fortemente auspicabile verso la creazione di un modello economico digitale veramente democratico.
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